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Al contribuente in difficoltà rateizzazione dei debiti tributari

del 08/10/2010
di: La Redazione
Al contribuente in difficoltà rateizzazione dei debiti tributari
Il contribuente che «versa in obiettive difficoltà» economiche ha diritto a ottenere dalla società di riscossione la rateizzazione delle imposte.

È quanto si evince da una sentenza delle Sezioni unite civili della Corte di cassazione, la n. 20778 depositata il 7 ottobre 2010, con la quale il Massimo consesso di Piazza Cavour, nell'affrontare una questione di giurisdizione fra Tar e Ctp, ha anche reso ufficiale il diritto alla rateizzazione del debito fiscale.

Insomma, secondo i giudici di Piazza Cavour la rateizzazione non è un procedimento amministrativo e come tale non configura un mero interesse legittimo del contribuente quanto piuttosto un diritto che dev'essere valutato, in caso di rifiuto da parte dell'esattore, dalle commissioni tributarie. In particolare il Collegio esteso ha ricordato che «in base all'art. 19 del dpr n. 602/1973 e succ. mod., il contribuente che versi in temporanea condizione di obiettiva difficoltà, può richiedere (un tempo all'Amministrazione e oggi) all'agente della riscossione la ripartizione del pagamento in più rate mensili». Si tratta di una disposizione destinata a venire incontro alle necessità del debitore, per il quale rappresenta quindi un' agevolazione, che anche nel linguaggio comune ha, per l'appunto, il significato di aiuto, favore, facilitazione. Ma non solo. Dalle motivazioni rese emerge chiaramente che la procedura di rimborso non è amministrativa e quindi l'opposizione al rifiuto non va presentata al Tar dai cittadini, come aveva invece paventato la difesa di Equitalia. Non è ancora tutto. Sul fronte giurisdizione i giudici hanno inoltre precisato che «a seguito della riforma di cui all'art. 12 del-la legge n. 448/ 2001, la giurisdizione tributaria si estende ormai a qualunque controversia in mate-ria d'imposte e tasse che non attenga al momento della esecuzione in senso stretto o alla restituzione di somme per le quali non residui più alcuna questione sull'an, il quantum o le modalità di esecuzione del rimborso». E quindi, per gli stessi motivi, anche l'impugnazione del diniego di rateazione di un debito per imposte o tasse introduce, una controversia di carattere tributario devoluta, come le altre in materia, alla giurisdizione delle Commissioni provinciali e regionali. «Pertanto la causa contro il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateizzazione di un debito avente, natura tributaria rientra nella giurisdizione delle Commissioni tributarie, a nulla rilevando che la decisione su tale istanza debba essere assunta in base a considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse».

Il caso riguarda un contribuente di Cosenza che, dopo aver ricevuto delle cartelle esattoriali da Equitalia, aveva chiesto la rateizzazione del debito fiscale. Al rifiuto dell'esattore l'uomo aveva risposto con il ricorso alla Ctp calabrese. Ma Equitalia ha sollevato un difetto di giurisdizione di fronte alle Sezioni unite civili della Cassazione. In particolare secondo la difesa della società la rateizzazione è un procedimento amministrativo allo stato puro e le relative controversie vanno decise di fronte al Tar. Una tesi, questa, bocciata da Piazza Cavour che ha invece messo sopra la vicenda una pietra sopra dichiarando la giurisdizione della ctp di Cosenza.

Per quanto le competenze delle commissioni tributaria siano state negli ultimi anni dilatate molto e per quanto la rateizzazione del debito fiscale ha acquisito in modo sempre crescente i connotati di un diritto del contribuente, la questione di diritto dà ancora adito a incertezze interpretative. La stessa procura generale della Suprema corte aveva infatti chiesto che fosse dichiarata la competenza del Tar.

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