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Casse edili, oneri più cari

del 06/10/2010
di: di Daniele Cirioli
Casse edili, oneri più cari
Rincarano gli oneri delle casse edili. Dal 1° ottobre, infatti, le imprese devono versare un contributo aggiuntivo dello 0,1% della retribuzione imponibile per i lavori usuranti e pesanti e che servirà, per un biennio, ad aiutare anche la previdenza complementare. Il nuovo contributo, peraltro, è soggetto a contribuzione previdenziale (Inps) in misura del 15% del suo ammontare. Lo ricorda, tra l'altro, la Cnce, la commissione nazionale paritetica delle casse edili, nella comunicazione n. 437/2010.

Rincaro contributivo. Il nuovo contributo è stato previsto nell'ambito dell'ultimo rinnovo contrattuale del settore edile. In maniera specifica, come precisa la stessa Commissione nazionale, deriva dalle previsioni dell'allegato 14 all'accordo 19 aprile di rinnovo del ccnl per l'industria edili, dell'allegato 14 dell'accordo 26 aprile di rinnovo del contratto collettivo per le imprese cooperative e dell'articolo 41 dell'accordo 2 maggio di rinnovo del Ccnl per la piccola e media impresa.

In pratica, a decorrere dal 1° ottobre, le imprese edili devono versare un contributo aggiuntivo pari allo 0,1% per i lavori usuranti e pesanti, che finisce in un apposito Fondo da costituire presso le singole casse edili territoriali. Sul punto, la Cnce invita gli organismi provinciali a ottemperare a tale adempimento contrattuale informando le imprese dell'incremento contributivo e istituendo l'apposito Fondo presso cui accantonare la nuova contribuzione.

In aiuto alla pensione. La metà (il 50%) del nuovo contributo è destinato al Fondo Prevedi, a favore dei lavoratori iscritti, a decorrere dal 1° ottobre e per un periodo di due anni. In particolare, il contributo raccolto fino al mese di settembre 2011 (al termine del primo anno di vigenza) andrà versato al Fondo Prevedi nel mese di dicembre dello stesso anno, mentre quello raccolto dal 1° ottobre 2011 al 30 settembre 2012 andrà versato nel mese di dicembre 2012. In merito a questo parziale utilizzo del contributo a favore delle iniziative collegate alla previdenza complementare, la Cnce rinvia a successive note ed informative.

Il Fondo Prevedi, peraltro, presenta una situazione particolarmente critica. Infatti, ha un basso numero di lavoratori iscritti, pari a circa 53 mila al 31 dicembre 2009, rispetto ad una potenzialità di almeno 400 mila lavoratori del settore, con il dato più grave rappresentato dal fatto che soltanto 40 mila lavoratori circa contribuiscono effettivamente al fondo pensione. Le parti sociali, in merito, prospettano uno scenario futuro del Fondo in tendenziale decremento del numero degli iscritti nei prossimi anni tale da ipotizzare addirittura il raggiungimento della soglia minima dei 20 mila aderenti su cui base la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondipensione, ha concesso (e quindi potrebbe revocare) l'autorizzazione all'avvio del fondo pensione.

A ciò si aggiunge, infine, la forte preoccupazione scaturente sulla concreta sostenibilità amministrativa/gestionale del fondo, nella consapevolezza del fatto che solo i fondi dotati di una certa struttura e consistenza possono riuscire a posizionarsi sul mercato in maniera efficace, garantendo una valida prospettiva pensionistica ai lavoratori iscritti.

A regime da ottobre 2012. A partire dal 1° ottobre 2010, dunque, nel nuovo Fondo da costituirsi a cura delle casse edili (fondo «lavori usuranti e pesanti»), finirà solo metà (l'altro 50%) del nuovo contributo. Al 30 settembre 2012, infine, cesserà definitivamente l'obbligo di versare questo contributo straordinario al fondo Prevedi e, quindi, dal 1° ottobre 2012 verrà ripristinato il contributo «lavori usuranti e pesanti» nella misura piena dello 0,1%.

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