Consulenza o Preventivo Gratuito

Ricetta anticrisi dalle parti sociali

del 05/10/2010
di: di Simona D'Alessio
Ricetta anticrisi dalle parti sociali
Imprenditori e sindacati allo stesso tavolo per riflettere su come uscire dalla crisi e sollecitare il governo a realizzare riforme adeguate per sostenere la crescita. È accaduto ieri, nella sede dell'Abi, a Roma quando, su invito della Confindustria, si sono riuniti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dell'Associazione bancaria italiana e di quella delle imprese assicurative Ania, nonché i vertici di Rete imprese Italia, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confapi, Confagricoltura, Coldiretti, Lega delle cooperative e Confcooperative. Da Emma Marcegaglia non è arrivato un diktat (questo «non è un tavolo politico», ha sostenuto), ma un'esortazione affinché venga definita un'agenda condivisa con misure per lo sviluppo imprenditoriale e l'occupazione, una riforma fiscale che dia ossigeno alle pmi riducendo la tassazione su lavoro e investimenti, gli incentivi per la ricerca e l'innovazione, lotta alla burocrazia, senza tralasciare il ritardo infrastrutturale, il rilancio della scuola e dell'università, il taglio della spesa pubblica improduttiva. La road map di viale dell'Astronomia si può riassumere in tre punti: il primo prevede una proroga degli ammortizzatori sociali nel 2011 e un allargamento dell'accesso pensionistico con le vecchie regole per i lavoratori in mobilità, la conferma e il rafforzamento della detassazione e della decontribuzione del salario di produttività. A seguire, gli industriali ventilano un kit di strumenti per attrarre nuovi investimenti centrati sul miglioramento della produttività e delle condizioni amministrative; il terzo capitolo si incentra sulla spesa pubblica, per superare la logica dei tagli lineari e concentrare le risorse investendo, fra l'altro, sul lavoro al Sud. Sulle tre macroaree Confindustria chiede l'avvio di altrettanti gruppi di lavoro che concludano i loro approfondimenti entro Natale. Secondo Rete imprese Italia serve una responsabilità comune «più ambiziosa», così come va riconosciuta la centralità delle pmi. Il summit è stato «benedetto» dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ha detto di confidare che il piano triennale per il lavoro (presentato il 3 agosto scorso) possa essere «un punto di riferimento», ricordandone gli impegni per un più efficace controllo in materia di sicurezza e per definire lo Statuto dei lavori, un «testo unico di carattere innovativo» che possa prevedere norme derogabili dalle parti sulla base di intese o accordi collettivi.
vota