Consulenza o Preventivo Gratuito

Società agricole a maglie larghe

del 02/10/2010
di: di Valerio Stroppa
Società agricole a maglie larghe
Lo svolgimento di attività strumentali non pregiudica l'esclusività dell'attività agricola e quindi non impedisce l'opzione per la tassazione su base catastale prevista dall'articolo 32 del Tuir. Tuttavia, tali attività (commerciali, industriali, ipotecarie e immobiliari) non devono snaturare la capacità di produzione del reddito, che deve originare principalmente da attività agricole. L'esclusività viene invece meno, di norma, laddove la società possieda delle partecipazioni. Per quanto riguarda la possibilità di riportare fiscalmente le perdite, si applica l'art. 84 Tuir, anche in vigenza dell'opzione. Mentre per quanto attiene alla disciplina delle società di comodo (legge 724/94), le società agricole non godono di alcuna causa di esclusione automatica; le società che non superano il test di operatività, però, possono presentare l'interpello disapplicativo facendo valere le ragioni oggettive (per esempio alluvioni, calamità naturali ecc.) che le hanno impedito di realizzare i ricavi minimi presunti dalla legge. Sono i chiarimenti forniti dalla circolare 50/E diffusa ieri dall'Agenzia delle entrate. L'art. 1, comma 1093 della legge 296/06 (Finanziaria 2007), ha concesso alle società di persone, alle srl e alle società cooperative che rivestono lo status di società agricola la possibilità di optare per la tassazione su base catastale, disciplinata dall'art. 32 del Tuir. Il dm 213 del 29/9/2007 ha provveduto a dare attuazione alla norma.

Ambito soggettivo. La possibilità di applicare il regime catastale, più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria, è riservata alle società agricole, ossia quelle che esercitano in via esclusiva le attività di cui all'art. 2135 cc (coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse) e allo stesso tempo rechino l'indicazione «società agricola» nella ragione (se società di persone) o nella denominazione sociale (se società di capitali). Oltre a tali requisiti di natura formale, per godere dell'agevolazione devono sussistere anche elementi sostanziali. Pertanto, precisa la circolare, non sono inquadrabili come società agricole quelle che effettuano operazioni industriali, di intermediazione, finanziarie o di trasporto. Tuttavia, qualora attività commerciali o immobiliari siano volte a potenziare l'attività tipica, il requisito di esclusività – e quindi la possibilità di scegliere la tassazione catastale – non viene meno: è il caso dei terreni acquistati per estendere gli appezzamenti o del finanziamento contratto per l'acquisto di un macchinario per la coltivazione dei terreni.

Partecipazioni. Il possesso di azioni o quote in altre società fa decadere, di regola, il requisito di esclusività. Ciò non avviene soltanto in presenza di due condizioni: che la partecipata sia anch'essa una società agricola (ex art. 2135 cc) e che i dividendi derivanti da tali interessenze siano inferiori ai ricavi imputabili all'attività agricola svolta dalla società partecipante.

Esercizio dell'opzione. La società che intende optare per la tassazione catastale deve possedere i requisiti richiesti fin dall'inizio del periodo d'imposta e deve comunicare la scelta nella prima dichiarazione annuale Iva disponibile. In caso di esonero da tale adempimento, l'opzione va comunicata con le stesse modalità e termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Pertanto, la società che svolge attività agricola in via esclusiva dal 1° gennaio 2010 dovrà esercitare l'opzione, vincolante per almeno un triennio, mediante i modelli Iva 2011 o Unico (SP o SC) 2011.

Determinazione del reddito. Oltre a riepilogare le modalità di determinazione dell'imponibile delle società agricole, la circolare delle Entrate ricorda che i soggetti che svolgono, ai sensi dell'articolo 3, comma 2 del citato decreto attuativo le attività imprenditoriali non ricomprese tra quelle elencate dall'articolo 32 del Tuir vanno tassate secondo le regole ordinarie. Pertanto, sarà determinato analiticamente il reddito imponibile relativo alla produzione di vegetali o all'allevamento di animali in quantità superiori o qualità differenti rispetto a quelle previste dal Tuir, alla fornitura di servizi o all'attività di agriturismo.

Perdite. Nulla osta, secondo l'Agenzia, all'applicazione dell'articolo 84 del Tuir alle società agricole. C'è la possibilità, dunque, di riportare (non oltre il quinto anno) le perdite prodotte negli esercizi precedenti a quello in cui viene esercitata l'opzione, per abbattere il reddito determinato catastalmente. Per le perdite realizzate nei primi tre esercizi di attività, naturalmente, la riportabilità non incontra limiti temporali. La circolare chiarisce però che l'articolo 84 si applica anche alle eventuali perdite generate in vigenza dell'opzione per il regime catastale, anche se quest'ultimo, in linea teorica, non dovrebbe mai generare periodi d'imposta in perdita.

vota