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Usufrutto, en plein nel quadro Rw

del 29/09/2010
di: di Duilio Liburdi
Usufrutto, en plein nel quadro Rw
Usufrutto e nuda proprietà alla verifica della valorizzazione nel quadro RW: se risultanti da un atto i valori potranno essere assunti direttamente mentre, in assenza di tale evidenziazione, potrebbero soccorrere le regole previste ai fini dell'imposta di registro. Inoltre, in relazione agli investimenti, dubbio il monitoraggio sulle spese correnti legate alla gestione degli immobili. Sono questi ulteriori aspetti che possono essere analizzati alla luce delle indicazioni fornite dall'Agenzia delle entrate in materia di monitoraggio fiscale e contenute nella circolare n. 45 del 2010.

I diritti sui beni. Su un aspetto, la circolare dell'Agenzia delle entrate è estremamente chiara e cioè nell'affermare che nel caso vi sia un bene sul quale insistono diritti quali usufrutto e nuda proprietà, sono entrambi i soggetti che devono procedere alla evidenziazione nel quadro RW. Ciò in quanto, a partire dal periodo di imposta 2009, il fatto che gli investimenti siano produttivi o meno di reddito imponibile in Italia costituisce una circostanza irrilevante. Pertanto, tutti i titolari di diritti dovranno procedere alla compilazione dell'apposito quadro nella dichiarazione dei redditi e tale indicazione di carattere generalizzato comprende conseguentemente sia il nudo proprietario di un bene che l'usufruttuario laddove, evidentemente, la valorizzazione del relativo diritto comporti il superamento del limite di 10 mila euro previsto dalla legge.

Una volta chiarito l'aspetto soggettivo, il problema non affrontato dalla circolare dell'Agenzia delle entrate riguarda proprio come valorizzare i diritti in questione. Su tale problematica, va ricordato come la circolare ha fornito, in generale, una indicazione di base affermando che gli investimenti esteri devono essere valorizzati al loro costo di acquisto affermando nel contempo come, qualora l'acquisto estero non sia stato effettuato mediante pagamento di un corrispettivo in denaro ai fini della individuazione del costo si deve fare riferimento alle specifiche disposizioni contenute nel Testo unico delle imposte sui redditi che individuano il costo fiscalmente riconosciuto in tali occasioni. Con riferimento, nello specifico, alla nuda proprietà e al diritto di usufrutto, si deve ritenere che la valorizzazione da adottare ai fini della compilazione del quadro RW possa essere desunta direttamente da un atto laddove, ovviamente, tali indicazioni sono presenti, anche in base alla quantificazione eventualmente adottata sulla base di una normativa estera. Al contrario, nell'ipotesi in cui un atto non rechi tale indicazione, appare legittimo ricorrere ai noti criteri di valorizzazione disciplinati dall'imposta di registro e, segnatamente, dagli articoli 46 e 48 del dpr n. 131 del 1986. A tali fini, inoltre, appare opportuno procedere a una attualizzazione dei relativi valori nel momento in cui per esempio sono sorti i diritti in luogo della valorizzazione attuale in modo tale che tale identificazione sia in linea con il concetto generale di costo di acquisto.

Le spese correnti relative ai beni esteri. Una delle problematiche che con maggiore frequenza ricorre è quella relativa alla necessità o meno di procedere al monitoraggio delle spese correnti effettuate in relazione ai beni esteri o, più in generale, delle spese sostenute attingendo per esempio da un conto corrente estero. In linea di principio, si deve ritenere che il monitoraggio di queste spese possa essere evitato come nel caso, per esempio, che il conto corrente estero sia esistente al fine di procedere al pagamento delle spese condominiali dell'immobile. In questa ipotesi si potrebbe assistere ad un flusso Italia - estero che alimenta la consistenza del conto corrente e che, laddove superiore a 10 mila euro dovrebbe comunque costituire oggetto di segnalazione nella sezione III del quadro RW in quanto riferito ad un investimento estero quale, appunto, il conto corrente. La vera problematica attiene dunque alla movimentazione del conto corrente in relazione alle spese correnti sostenute direttamente all'estero. È questa l'ipotesi che, si ritiene, non debba formare oggetto di segnalazione apposita all'interno del quadro sul monitoraggio fiscale analogamente a quelle spese correnti che il contribuente potrebbe sostenere all'estero utilizzando per esempio una carta di credito od emettendo assegni riferiti al conto corrente. In queste ipotesi, infatti, mancherebbe la connessione delle movimentazioni con un investimento estero. L'investimento estero è costituito dal conto corrente che, se di fatto viene mantenuto soltanto per una questione di migliore gestione delle spese estere, sarà l'unico elemento oggetto di segnalazione in quanto considerato dalla norma. Oggetto di segnalazione, come accennato, sarà anche il relativo flusso proveniente dall'Italia in quanto va ad alimentare l'investimento ferma restando l'irrilevanza di una movimentazione estero su estero per l'effettuazione di spese personali ovvero di spese correnti legate ad un investimento che forma comunque oggetto di segnalazione.

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