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Appalti, tracciabilità a due vie

del 28/09/2010
di: di Andrea Mascolini
Appalti, tracciabilità a due vie
Il decreto legge sulla tracciabilità dei flussi finanziari nel settore degli appalti pubblici sarà portato al prossimo consiglio dei ministri, senza sospensione dell'obbligo di conti dedicati, ma con una disciplina transitoria differenziata per nuovi e vecchi contratti (stipulati prima e dopo il 7 settembre 2010) e con possibili modifiche alla legge 136/2010; rimangono ancora ferme le linee guida dell'Autorità, che peraltro potrebbero anche non vedere la luce. È questo l'esito della riunione svoltasi ieri mattina alla presidenza del consiglio dei ministri, alla presenza dei tecnici del ministero dell'interno, del ministero dell'economia e delle finanze, del ministero per lo sviluppo economico, del ministero della giustizia, del ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. La strada del decreto legge, nonostante la persistente avversione del ministro dell'interno, appare quindi ormai tracciata tant'è che i tecnici stanno in queste ore mettendo a punto le disposizioni, sotto il coordinamento dell'Ufficio legislativo di palazzo Chigi che ha preso la decisione politica di intervenire per risolvere i diversi problemi applicativi delle nuove norme, più volte denunciati dal settore imprenditoriale. Non si tratterà di un decreto-legge con norma di sospensione, come era stato da più parti richiesto, bensì di un provvedimento con una disciplina transitoria. La decisione è stata presa direttamente dalla presidenza del consiglio che si è però riservata di effettuare una ultima verifica politica sui contenuti, anche alla luce delle posizioni molto rigide di alcuni dicasteri favorevoli all'applicazione immediata della tracciabilità. L'impostazione, a quanto risulta a ItaliaOggi, sarebbe quella di distinguere a seconda che si tratti di contratti precedenti o successivi all'entrata in vigore della legge 136/2010 (7 settembre 2010). Per i contratti vecchi, cioè stipulati in un periodo antecedente al 7 settembre, il decreto legge dovrebbe prevedere un termine per adeguare tutti i subcontratti della cosiddetta filiera agli obblighi di legge (indicazione del conto dedicato, del Cup e del Cig, pagamenti effettuati con bonifici ecc.). Per quel che riguarda l'arco temporale entro il quale dovranno essere applicate le nuove norme alla filiera dei vecchi contratti, si sarebbe ipotizzato un periodo di 180 giorni. In quest'ottica verrebbe disattesa l'impostazione delle linee guida dell'Autorità, che nella bozza di determinazione aveva ritenuto non applicabile la tracciabilità ai subappalti e ai subcontratti relativi a contratti stipulati prima del 7 settembre. Per i nuovi contratti l'obbligo dovrebbe entrare in vigore, ovviamente, da subito, ma il decreto legge dovrebbe prevedere una delega per emanare norme di dettaglio e applicative (con Dpcm). In questo caso sarà da vedere se il rinvio alla norma regolamentare non determini, di fatto, una indiretta sospensione dell'obbligo; se così fosse l'opposizione del ministero dell'interno sarebbe netta e difficilmente superabile. Laddove invece il contenuto della norma del decreto legge garantisse comunque l'immediata applicazione dell'obbligo di tracciabilità, potrebbe essere dato il via libera alle linee guida dell'Autorità, già pronte, ancorché in una versione aggiornata rispetto a quella conosciuta la scorsa settimana e fino adesso tenute in stand by. C'è però anche la possibilità, però, che le linee guida dell'Autorità non vengano alla luce e che i contenuti della bozza predisposta a Via di Ripetta finiscano nel regolamento. La presidenza del consiglio, nel corso della riunione, avrebbe anche ipotizzato di inserire nel decreto alcune modifiche della legge 136, in sostanza legificando alcuni contenuti della determinazione dell'Autorità per quel che riguarda le modalità di pagamento e l'indicazione del Cup (codice unitario di progetto) del Cig (il riferimento della tassaper la partecipazione alle gare); anche in questo caso, però, il ministero dell'interno non sarebbe del tutto d'accordo.

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