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Cumulo, è l'ora delle dichiarazioni

del 23/09/2010
di: di Gigi Leonardi
Cumulo, è l'ora delle dichiarazioni
Prossimo adempimento a carico dei pensionati che svolgono lavoro autonomo, i quali entro il 30 settembre devono produrre agli enti erogatori della pensione la dichiarazione dei redditi derivanti da tale attività. A ricordarlo è l'Inps con una apposita nota (messaggio n. 23710/2010). La trattenuta delle quote di pensione non cumulabili con il reddito da attività autonoma, viene infatti effettuata provvisoriamente, sulla base dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell'anno. Le trattenute sono poi conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, che vanno comunicati all'Inps con il mod. 503-Aut entro il 30 settembre. L'omissione della dichiarazione reddituale comporta il versamento all'ente previdenziale di una somma, a titolo di sanzione, pari all'ammontare di un anno di pensione.

Soggetti interessati. Dopo abolizione totale del cumulo per le pensioni di vecchiaia e invalidità, per effetto dell'articolo 19 del dl n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, la scadenza riguarda ormai i soli titolari di pensione di invalidità liquidata su una anzianità contributiva inferiore a 40 anni.

Nulla da dichiarare. L'art. 10, comma 2, del dlgs n. 503/1992 stabilisce che le disposizioni in materia di incumulabilità con i redditi da lavoro non si applicano nei confronti dei titolari di pensione di invalidità dalla cui attività dipendente o autonoma derivi un reddito complessivo annuo non superiore all'importo del trattamento minimo Inps relativo al corrispondente anno. Pertanto, i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità liquidato con un'anzianità contributiva inferiore a 40 anni, che sarebbero in linea di principio soggetti al divieto parziale di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, non lo sono in concreto assoggettati a tale divieto qualora nell'anno 2009 abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a euro 5.950,88. Non interessati all'adempimento sono inoltre coloro che denunciano redditi derivanti da attività svolte nell'ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali e altre istituzioni pubbliche e private, né chi percepisce indennità per l'esercizio della funzione di giudice di pace o indennità e gettoni in qualità di amministratore locale, ovvero indennità comunque connesse a cariche pubbliche elettive (e, quindi, ad esempio, le indennità per i presidenti e i membri dei consigli regionali, quelle dei parlamentari nazionali ed europei).

Redditi da dichiarare. I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. Il reddito d'impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all'anno di riferimento del reddito.

Preventivo 2010. A norma del comma 4-bis dell'art. 10 del citato dlgs n. 503 del 1992, le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli enti previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell'anno. A tal fine gli interessati sono tenuti a rilasciare all'ente previdenziale competente apposita dichiarazione. Le trattenute sono conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti, rilasciata dagli interessati entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione dei redditi ai fini dell'Irpef. Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2010. Le trattenute che verranno operate sulla pensione «a preventivo» saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi 2010 resa a consuntivo nell'anno 2011.

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