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Consigli tributari in libertà

del 09/09/2010
di: di Antonio G. Paladino
Consigli tributari in libertà
C'è il rischio che i comuni sopportino maggiori costi derivanti dalla creazione dei nuovi consigli tributari previsti dalla manovra finanziaria straordinaria del 2010. Infatti, non si vede come un organo di nuova istituzione, che deve essere autonomamente distinto dagli uffici operativi degli enti locali, possa insediarsi senza costi per le amministrazioni locali anche sotto il profilo di quelli organizzativi per il supporto tecnico che i comuni dovranno fornire ai nuovi organismi. Inoltre, posto che le norme contenute nella scorsa finanziaria prevedono dei termini per provvedere alla costituzione di detti consigli, è altrettanto vero che non vi è alcuna correlazione a riferimenti sanzionatori. Questo fa sì che i termini previsti dal legislatore non sono perentori.

È quanto ha chiarito l'Anci-Ifel in una nota resa nota ieri sul proprio sito istituzionale, che fa luce sulle disposizioni in merito all'obbligo per le amministrazioni locali di provvedere alla costituzione dei consigli tributari, inserite nel corpus di norme tese al contrasto dell'evasione fiscale e contributiva ma che, a distanza di poco più di tre mesi dal suo varo, ancora necessita di opportune precisazioni che il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, dovrebbe fornire alle amministrazioni comunali (si veda ItaliaOggi del 3/9/2010).

L'articolo 18 del decreto legge n. 78/2010, stigmatizza il documento in osservazione, pone soltanto l'obbligo di costituire il consiglio tributario, «ma non si preoccupa di disciplinare la natura, il ruolo e le funzioni di tale organismo» che fa leva soltanto su una fonte legislativa ormai obsoleta (il riferimento è al decreto luogotenenziale n. 77 del marzo 1945). Norma, questa, ove si stabiliscono obblighi che configurano «un'evidente sovrapposizioni di funzioni» che l'attuale regime tributario riserva sia al governo che alle agenzie fiscali. Questo porta alla conclusione che appare quantomeno «incongruo» che un'amministrazione locale dia vita al consiglio tributario riferendosi unicamente ai criteri contenuti nella norma del 1945. Ma vi è di più. La norma, infatti, prevede che tali consigli devono essere costituiti «senza maggiori costi per le amministrazioni locali». Su questo punto, il documento Anci-Ifel appare molto dubbio. Non si vede, infatti, come un organo di nuova istituzione, dotato di autonomia e distinto dagli uffici comunali, possa insediarsi senza costi per il comune, siano essi rappresentati dalla remunerazione dei componenti, ovvero anche dai costi organizzativi necessari a garantire il supporto tecnico alle attività dei consigli stessi. I comuni, comunque, possono stare tranquilli, non ci dovrà essere una corsa contro il tempo per la regolamentazione dei nuovi consigli tributari. Secondo la nota, infatti, i termini di 180 giorni previsti per i comuni inferiori a 5 mila abitanti e di 90 per i comuni maggiori, non sono correlati ad alcun riferimento sanzionatorio e il loro superamento «non costituisce alcun intralcio all'attuazione delle norme di merito sulla partecipazione all'accertamento né, tantomeno, all'ordinamento del sistema tributario». In conclusione, il documento chiarisce che per il comune, la costituzione del consiglio tributario «non può essere una priorità per l'azione comunale in materia di partecipazione all'accertamento». Tuttavia, ogni amministrazione locale può regolamentarne la nascita, qualificandoli in senso consultivo e puntando a contenere soprattutto l'espansione dei costi. Innanzitutto, evitando che i nuovi organismi diventino sede di contrattazione della politica locale in materia di accertamento dei tributi. Ma il punto fondamentale è che gli aspetti programmatori e la politica fiscale comunale, anche con il consiglio tributario in attività, «devono restare saldamente nella responsabilità del comune».

E sempre restando in tema di partecipazione dei comuni alla lotta all'evasione, oggi a Milano verrà firmata la convenzione tra l'Agenzia delle entrate della Lombardia e palazzo Marino.

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