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Cinema, divieti agli under 10 e più rigore nei contributi

del 02/08/2010
di: La Redazione
Cinema, divieti agli under 10 e più rigore nei contributi
Arrivano i film vietati ai minori di 10 anni. Termini certi di chiusura delle riprese per avere i contributi statali. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi ha approvato un disegno di legge che ottimizza il sistema del finanziamento al cinema apportando le modifiche che si sono dimostrate necessarie soprattutto in relazione alla qualità dei prodotti cinematografici. Il disegno di legge introduce oltre quelle già disciplinate dalla legge vigente (14 e 18 anni), la soglia dei 10 anni di età per il nulla osta alla visione di film. Sul testo verrà anche chiesto il parere della Conferenza stato-regioni. È quanto si legge nel comunicato ufficiale di palazzo Chigi trasmesso al termine del Cdm. Si prevede anche che dal 2011 i finanziamenti pubblici al cinema siano focalizzati sulle opere prime e seconde, i cortometraggi e i documentari mentre nel settore della promozione l'intervento statale sarà riservato ai soli enti ed eventi con rilevanza internazionale o nazionale. Questo, con l'obiettivo, sottolineano dal ministero, di snellire le procedure e migliorare la gestione delle risorse, eliminando gli sprechi nell'assegnazione dei fondi pubblici statali. Contestualmente viene ridotta la composizione della Commissione per la cinematografia. Si interviene come detto sulla revisione cinematografica, prevedendo, «oltre al nulla osta alla visione per tutti, ai minori degli anni 14 e ai minori degli anni 18, l'ulteriore soglia relativa ai minori di 10 anni. In questo modo», sottolineano dal ministero, «si allinea il nostro sistema a quelli della gran parte degli altri paesi e si intende assicurare una tutela più puntuale e efficiente della sensibilità dei minori di età infantile e preadolescenziale, ampliando al contempo, con una maggiore articolazione, la platea di film la cui visione altrimenti risulterebbe limitata ai maggior di 14 anni». Per quanto riguarda il cinema, il disegno di legge Bondi interviene con modifiche sia alla cosiddetta legge Urbani, del 2004, sia alla cosiddetta legge sulla censura del 1962. In particolare, cambia la commissione cinema che non sarà più divisa in sottocommissioni e sezioni ma diventa un organo consultivo unitaria. A istituirla sarà un decreto del ministro, sarà presieduta dal direttore generale di settore e composta da non più di otto membri. Per i componenti della commissione, né compensi, né gettoni di presenza, né indennità. Il testo abolisce gli automatismi nell'individuazione dei film d'essai. Sara la commissione per la cinematografia a valutare il riconoscimento dell'interesse culturale, con una istruttoria con audizione del regista e di un rappresentante della produzione. Viene soppressa la Consulta territoriale per le attività cinematografiche. Il disegno di legge rinvia ad un decreto attuativo le modalità di erogazione e quelle di concessione dei contributi percentuali sugli incassi realizzati in sala dalle opere cinematografiche. Cambia l'architettura del sistema di sostegno: con il contributo statale solo a documentari, opere prime e seconde, cortometraggi, sceneggiature originali, eliminando le opere di autori affermati. Un decreto attuativo definirà poi il numero massimo per ogni esercizio finanziario di film e documentari da finanziare, nonché, e questa viene segnalata come novità assoluta per la legislazione italiana, i termini temporali entro cui devono essere iniziate le riprese ed entro il quale deve essere richiesto il nulla osta per la proiezione, ovvero il tempo entro il quale deve essere realizzato il film. Eliminati i contributi in conto capitale, ritenuti «non prioritari tra le finalità dell'intervento statale». Abrogati gli interventi a favore delle industrie tecniche cinematografiche (mai operativi in concreto per carenza di istanze) e i premi di qualità, ritenuti «non prioritari in una situazione di limitate risorse». Per la promozione, il ddl introduce una razionalizzazione che limita contributi a enti/eventi/iniziative di carattere nazionale. Viene infine consentita «una unica revisione dei film già sottoposti all'esame delle commissioni di revisione».
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