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Obiettivo pari opportunità

del 23/07/2010
di: La Redazione
Obiettivo pari opportunità
La «carta delle pari opportunità» è stato il tema centrale trattato nell'ambito del convegno organizzato dalla Provincia di Varese il 15 luglio scorso con la collaborazione dell'Ancl provinciale di Varese e regionale della Lombardia. Invitati a portare il loro contributo i dirigenti nazionali Ancl, Francesco Longobardi, presidente nazionale del Sindacato Ancl – s.u., e il coordinatore del Centro studi nazionale Ancl – s.u., Paola Diana Onder.

L'associazione sindacale dei Consulenti del lavoro ha messo in evidenza l'importanza della sottoscrizione, in questi ultimi mesi, di due documenti che interessano l'applicazione e la divulgazione delle disposizioni di legge e di buone pratiche in tema di pari opportunità: la carta delle pari opportunità, sottoscritta dal presidente Longobardi il 25 marzo scorso e il protocollo d'intesa siglato di concerto con il Consiglio nazionale dell'Ordine il 16 giugno presso il Ministero del lavoro e politiche sociali.

In particolare Paola Diana Onder, che ha coordinato i lavori conclusivi del protocollo con il Ministero, ha sottolineato in premessa gli intendimenti delle due strutture nazionali di categoria, Ordine e Sindacato, i quali si impegnano, nell'ambito delle loro attività istituzionali e nell'attuazione delle loro politiche, a promuovere il lavoro etico.

La carta delle diversità, come viene definita nei Paesi che per primi l'hanno adottata, Francia e Germania, definisce un quadro di valori etico - comportamentali il cui obiettivo, per le aziende che liberamente la adottano, è dato dalla valorizzazione delle competenze e dei talenti, sempre nel rispetto delle pari opportunità, con l'applicazione e la divulgazione di politiche attive sulle risorse umane. In Francia sono più di 3 mila le aziende che dal 2004 l'hanno inclusa nei loro codici etici, di queste circa il 40% è rappresentato da piccole e medie imprese, in Germania, arrivata più tardi nel 2006, le aziende sono più di 800.

Per Ancl la combinazione dei due documenti sottoscritti dimostra pienamente come la categoria professionale dei consulenti del lavoro sia veicolo fondamentale per sensibilizzare le imprese sulla articolata normativa delle pari opportunità e sull'adozione di buone pratiche che facilitino l'incremento e la permanenza della occupazione delle donne nel mondo del lavoro e in ogni luogo dove si discute di sviluppo e d'investimenti sulle risorse umane, poiché è nelle piccole aziende, clientela di riferimento, che si vince la sfida dell'obiettivo di Lisbona.

Non si è mancato di sottolineare come il particolare e non favorevole periodo di crisi generalizzata che ha investito sia la grande che la piccola impresa pregiudichi in qualche modo la divulgazione e applicazione di queste norme, ma si ritiene che proprio questo particolare momento evidenzi l'importanza del confronto professionale del Consulente del lavoro con le parti sociali ed il mondo della politica nell'accompagnare l'impresa nel rilancio sul mercato economico con una riqualificazione globale.

In questo contesto operativo le strutture scientifiche di categoria, Centro studi nazionale Ancl e Fondazione Studi del Consiglio dell'Ordine, secondo il protocollo d'intesa siglato con il Ministero del lavoro, sono chiamate ad intervenire in maniera importante per realizzare in modo serio e puntuale tutte le iniziative contenute nel protocollo.

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