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Fatturazioni con più tempo

del 22/07/2010
di: di Franco Ricca
Fatturazioni con più tempo
Più tempo per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie: negli scambi di beni e di servizi fra stati membri, la fattura potrà essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Lo prevede la proposta di direttiva n. 21 del 2009 della commissione europea, approvata dal consiglio Ecofin il 12 luglio scorso, le cui disposizioni dovranno essere recepite dagli stati membri in modo da diventare efficaci dal 1° gennaio 2013. La novità risolverà il problema dell'adempimento istantaneo dell'obbligo di fatturazione, soprattutto in relazione al momento di effettuazione delle prestazioni di servizi; sarebbe pertanto opportuno anticiparla all'atto dell'allineamento totale del dpr 633/72 alle nuove regole sui servizi intracomunitari derivanti dalle modifiche apportate alla normativa comunitaria con la direttiva n. 117 del 2008.

Va infatti ricordato che la direttiva 117 ha apportato alla direttiva Iva (n. 112 del 2006) alcune modifiche finalizzate ad allineare temporalmente le informazioni relative ai servizi scambiati nell'Ue fornite dal prestatore e dal committente; più precisamente, la direttiva 117, con effetto dal 1° gennaio 2010:

a) ha modificato l'art. 64 della direttiva 112, al fine di stabilire che le prestazioni di servizi per le quali l'imposta è dovuta dal committente, che sono effettuate in modo continuativo nell'arco di un periodo superiore a un anno e che non comportano versamenti di acconto o pagamenti in tale periodo, si considerano effettuate alla scadenza di ogni anno civile

b) ha aggiunto all'art. 66 un secondo comma che vieta agli stati membri di avvalersi delle deroghe previste dal primo comma (tra cui la possibilità di fissare, per determinate operazioni, il momento dell'esigibilità dell'Iva al momento dell'incasso del corrispettivo), relativamente «alle prestazioni di servizi per le quali l'imposta è dovuta dal destinatario dei servizi a norma dell'art. 196».

Si è ripetutamente evidenziato che il dlgs 18/2010 ha recepito soltanto la modifica sub a), riformulando il terzo comma dell'art. 6 del dpr 633/72 per ricomprendervi la descritta previsione sul momento di effettuazione delle prestazioni continuative di durata ultrannuale; nulla ha invece disposto in ordine alla modifica sub b), che deve essere recepita prevedendo che le prestazioni di servizi in esame (cioè quelle «generiche» disciplinate, ai fini della territorialità, dall'art. 7-ter, scambiate fra soggetti passivi Ue) si considerano effettuate non all'atto del pagamento del corrispettivo, bensì nel momento in cui sono rese o, se antecedente, nel momento del pagamento.

Nonostante la variazione del quadro comunitario, dunque, allo stato attuale, come conferma la circolare n. 36/2010 dell'Agenzia delle entrate, nella normativa nazionale occorre fare ancora riferimento al momento di effettuazione della prestazione come identificato in linea generale dall'art. 6, terzo comma, del dpr 633/72, vale a dire il pagamento del corrispettivo, sia per l'insorgenza dell'obbligo di emissione della fattura (prestazioni rese) sia per l'emissione dell'autofattura o per l'integrazione della fattura del fornitore (prestazioni ricevute), nonché per i consequenziali obblighi di registrazione e dichiarazione Intrastat.

Ai sensi dell'art. 21, comma 4, dpr 633/72, la fattura va emessa al momento di effettuazione dell'operazione (salva la fatturazione differita delle cessioni di beni). Restando alle prestazioni di servizi, è chiaro che l'obbligo di fatturazione istantanea, per quanto comunque difficoltoso, oggi è meglio gestibile in considerazione che l'operazione si considera effettuata al momento del pagamento, per cui, fino a tale momento, l'obbligo non sorge. La situazione si farà più complicata quando sarà stabilito, in armonia con le regole Ue, che le prestazioni generiche intracomunitarie si considerano effettuate quando ultimate, poiché entro il giorno di ultimazione del servizio il prestatore dovrà emettere la fattura (o il committente emettere l'autofattura), senza che rilevi il mancato pagamento del corrispettivo. L'adempimento rischia dunque di diventare oltremodo gravoso (soprattutto per le prestazioni scambiate frequentemente fra le stesse parti, e tuttavia non riconducibili nella nozione di prestazioni continuative).

Una soluzione possibile, come più volte osservato, consiste nell'assegnare un congruo termine per l'emissione della fattura, fermo restando la contabilizzazione dell'Iva nel periodo di competenza (ossia quello nel quale si è resa esigibile). Va in questa direzione il nuovo articolo 222 della direttiva 112 del 2006, come sostituito dalla proposta recentemente approvata dal consiglio Ecofin, il quale prevede infatti che per le cessioni intracomunitarie e le prestazioni di servizi per le quali l'imposta è dovuta dal committente, la fattura va emessa entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il fatto generatore dell'imposta (consegna dei beni, ultimazione della prestazione). Come si diceva, la novità dovrebbe scattare nel 2013, ma nulla impedisce di introdurla in base al vigente testo dell'art. 222, magari all'atto dell'adeguamento del momento di effettuazione delle prestazioni intracomunitarie.

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