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Il lavoro c'è. Un lavoratore su 4 no

del 24/06/2010
di: di Simona D'Alessio
Il lavoro c'è. Un lavoratore su 4 no
Lavoratori cercansi. Ma quant'è duro recuperarli, tanto che è presumibile che un contratto su quattro nel 2010 rimarrà nel cassetto. È l'immagine che ritrae il sistema informativo Excelsior che, indagando sulle previsioni di assunzione delle imprese italiane, segnala come oltre 152 mila unità (27%) saranno difficili da rintracciare sul mercato, ben 45 mila in più nel confronto con l'anno precedente, quando la percentuale si fermava al 20,5%. Le cifre sono state illustrate ieri a Roma, nell'ambito della prima assise degli amministratori camerali, promossa da Unioncamere. A bussare alla porta delle aziende sono sempre più spesso (nel 53% dei casi) candidati inadeguati perché impreparati per le mansioni richieste, una carenza che si rivela a dir poco deleteria per le pmi industriali, pronte a ricevere 57 mila lavoratori ma convinte che un terzo del prezioso capitale umano non sarà reperito facilmente; nei servizi, in virtù di 95 mila chance occupazionali messe in preventivo, si ritiene che per scovare il 26% di personale realmente valido bisognerà davvero rimboccarsi le maniche. Ostacoli, questi, che sono ancora più ardui da oltrepassare per gli imprenditori che operano nel comparto dei servizi avanzati: a fronte di 9.600 posti da coprire, il 31% potrebbe rimane vacante per la mancanza di figure realmente abili. Non sarà una passeggiata di salute neppure assumere gli addetti della sanità, dell'assistenza sociale e dei servizi sanitari privati, giacché su 10 mila opportunità di impiego si stima che il 30% è probabile che non venga mai assegnato. Dinanzi al pericoloso e prolungato stallo delle competenze, in mattinata il ministro Maurizio Sacconi, intervenendo a una conferenza all'Istat (si veda il box), aveva ricordato la centralità del ruolo della formazione nelle politiche attive del lavoro, affermando che il governo ha avviato tavoli con le regioni perché «più persone possano sentirsi motivate». E Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, ha scommesso sullo sviluppo della qualificazione «continua delle risorse umane, che guardi alla scuola, pensando all'impresa». Per gli amministratori camerali, però, non esiste soltanto il «buco nero» dell'assenza di personale competente: è necessaria una rete infrastrutturale efficace per soddisfare il fabbisogno delle imprese di certo al Sud, ma anche nel Settentrione dove, secondo un rapporto realizzato da Unioncamere e Istituto Tagliacarne, la dotazione deve essere potenziata se si vuole assecondare la forte vocazione locale all'internazionalizzazione. Emergono, inoltre, falle nella fornitura di servizi da parte di soggetti esterni, poiché meno della metà delle aziende interpellate afferma di esserne soddisfatta.
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