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Tasse a forfait sul bestiame in più

del 24/06/2010
di: Fabrizio G. Poggiani
Tasse a forfait sul bestiame in più
Reddito agrario per l'azienda agricola che produce almeno un quarto delle unità foraggiere destinate ad alimentare gli animali allevati e possibile determinazione di un reddito forfetizzato, se il terreno risulta insufficiente, utilizzando i medesimi coefficienti approvati nel 2006. È stato pubblicato, infatti, nella Gazzetta Ufficiale 17/06/2010 n. 139, il decreto 10/05/2010 del ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con quello delle politiche agricole, che individua le specie di animali rientranti nel sistema forfetario di determinazione del reddito, di cui al comma 5, dell'articolo 56, dpr n. 917/1986 (Tuir) e che stabilisce i coefficienti, per la relativa determinazione, per il biennio 2009/2010. La pubblicazione si è resa necessaria per determinare correttamente il reddito forfetario delle attività di allevamento anche per il periodo d'imposta 2009 (Unico 2010), stante la presenza del solo decreto del 27/05/2008 che aveva determinato i medesimi coefficienti, ma limitatamente al biennio 2007/2008; di fatto, i parametri risultano speculari al precedente decreto, in quanto l'articolo unico rinvia alle tabelle allegate al decreto del 20/04/2006, confermando i coefficienti già applicati nei periodi precedenti. È opportuno ricordare che se il terreno utilizzato per l'esercizio delle attività di allevamento produce almeno un quarto dei mangimi necessari, ai sensi della lettera b), comma 2, art. 32 del Tuir, si rende necessario compilare soltanto il quadro RA di Unico, in quanto l'intera attività è assorbita dal reddito agrario; la parte eccedente, al contrario, ha natura di reddito d'impresa e può essere determinata in modalità forfetaria, con l'applicazione dei coefficienti indicati nel decreto in commento o, se l'allevatore opta per la determinazione analitica, con i criteri dettati per la determinazione del reddito d'impresa (costi e ricavi). Gli animali debbono essere compresi nella tabella allegata al decreto interministeriale e, nel caso di mangimi insufficienti, l'allevatore resta obbligato, se applica il forfait, alla compilazione del quadro Rd di Unico per determinare il reddito eccedente, mentre, se non possiede terreni, deve calcolare il proprio reddito utilizzando costi e ricavi. Sul punto è opportuno ricordare che, per quanto concerne l'imposta regionale (Irap) l'aliquota applicabile al reddito derivante dai capi eccedenti è quella ordinaria del 3,9%, mentre alla quota assorbita dal reddito agrario si applica quella ridotta all'1,9%. Sotto l'aspetto contabile, si rende necessario instaurare il registro cronologico di carico e scarico degli animali allevati, di cui all'art. 18, dpr n. 600/1973 distinti per specie e categoria, dal quale risulti gli animali allevati (che determinano l'imponibile fiscale) e ceduti (o che hanno completato il ciclo di allevamento) nel periodo d'imposta 2009. In merito al registro di carico e scarico si rende opportuno instaurare subito lo stesso, ancorché l'Amministrazione finanziaria (c.m. 1/12/1978 n. 150) abbia chiarito che l'obbligo della tenuta del registro decorre dal momento in cui il numero degli animali allevati supera il limite della potenzialità dei terreni, al fine di non trovarsi spiazzati, in presenza di capi eccedenti nel corso del periodo d'imposta, dalla necessaria ricostruzione dei movimenti di tutta l'annualità. Infine, è utile segnalare che per la corretta compilazione della sezione «I» del quadro Rd di Unico 2010 si rende necessario utilizzare due prospetti inseriti nelle istruzioni, di cui il primo destinato alla determinazione del reddito agrario normalizzato ed il secondo per la determinazione dei capi normalizzati, attraverso l'applicazione dei citati coefficienti.

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