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Per l'Ati regolarità in gara

del 12/06/2010
di: di Daniele Cirioli
Per l'Ati regolarità in gara
La regolarità contributiva delle singole aziende costituenti associazione temporanea di imprese (ati) deve sussistere necessariamente solo ai fini dell'aggiudicazione dell'appalto. Successivamente, nel corso dei lavori e per i pagamenti degli stati di avanzamento (Sal), invece, occorre solo la regolarità contributiva della società che esegue le opere, non rilevando quella delle singole imprese associate. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 19/2010.

La verifica del Durc. I chiarimenti arrivano in risposta ai quesiti dell'Ance sulla verifica del Durc (requisito di regolarità contributiva), in relazione ad appalti pubblici a cui partecipi un'associazione temporanea di imprese (ati) sottoscrittrice del contratto di appalto, che, per l'esecuzione dei lavori, costituisce una società consortile. In particolare, l'Ance chiede di sapere se la stazione appaltante sia sempre e comunque tenuta alla verifica del durc delle singole imprese costituenti la ati e se, qualora una (o alcune) di queste società risulti non in regolarità contributiva, ciò comporti il blocco del pagamento dei sal relativi all'appalto.

Il Tu sicurezza. Il ministero ricorda innanzitutto che il Tu sicurezza (dlgs n. 81/2008) ha previsto che il committente o il responsabile dei lavori deve verificare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, secondo precise modalità (allegato XVII al Tu) tra cui l'esibizione del documento unico di regolarità contributiva (Durc). Ricorda, inoltre, che il Tu definisce impresa affidataria l'impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell'esecuzione dell'opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o lavoratori autonomi; e che per impresa esecutrice intende l'impresa che esegue un'opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali. La duplice richiesta del Durc, ai due soggetti giuridici coinvolti nell'appalto (impresa affidataria e impresa esecutrice), spiega il ministero, è motivata dalla circostanza che l'impresa affidataria, anche nel caso in cui voglia affidare i lavori in subappalto, deve comunque utilizzare del personale proprio per assolvere ai compiti di verifica delle condizioni di sicurezza dei lavori affidati e di applicazione delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento, come richiesto dall'articolo 97 del Tu. Pertanto, la verifica del Durc delle imprese costituenti la ati, prima dell'affidamento dei lavori, è indispensabile per l'assolvimento dell'obbligo di accertamento dell'idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie che nella fase iniziale sono le uniche imprese che dovrebbero eseguire i lavori.

Nelle fasi successive la ati resta impresa affidataria, in quanto titolare del contratto di appalto con il committente, mentre l'intera esecuzione dell'opera può essere affidata a una società consortile o ad altre imprese. In tal caso, è la società consortile che assume su di sé i rapporti che scaturiscono dall'esecuzione dei lavori oggetto del contratto di appalto, ivi compreso il potere di subappaltare parte dell'opera e di organizzare il proprio personale ai fini dell'esecuzione dei lavori appaltati. Per queste ragioni, conclude il ministero, seppure all'atto dell'affidamento dei lavori la verifica del durc deve interessare le imprese riunite nella ati, al momento del pagamento dei sal, essendo la società consortile la sola impresa esecutrice e impresa autorizzata dal committente a stipulare contratti di subappalto, la verifica del durc riguarderà esclusivamente la società consortile e le eventuali imprese subappaltatrici.

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