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Sì a misure compensative

del 10/06/2010
di: La Redazione
Sì a misure compensative
Modulazione degli orari di lavoro (ingresso/uscita ritardati) per favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro e di famiglia. È una delle misure su cui il governo sta lavorando, con le parti sociali, per favorire le lavoratrici del pubblico impiego, annunciate dal ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso del question time ieri alla camera.

Quattro le questioni poste al ministro. Sulla prima, relativa ai risparmi di spesa provenienti dalla lotta ai falsi invalidi, Sacconi ha spiegato che nel triennio 2011/2013 sono previste risorse per 10, 30 e 40 milioni di euro dall'elevazione dal 74 all'85% del grado minimo d'inabilità per avere diritto alle prestazioni. Più consistenti le risorse della lotta ai falsi invalidi: risparmi per 70, 130 e 180 milioni di euro sullo stesso triennio (nel 2009 i risparmi sono stati di 100 milioni). Relativamente ai voucher (seconda questione), il ministro ha ribadito l'intenzione del governo di usare lo strumento per contrastare il lavoro nero e per uno sviluppo della «cultura previdenziale». Sulle ultime due questioni, relative alla richieste dell'Ue di elevare l'età di pensionamento delle donne a 65 anni, Sacconi ha ribadito in primo luogo l'intenzione del governo di non toccare il settore privato dove, dunque, resterà vigente la differenza di età. Poi, alla richiesta di agevolazioni alternative al fatto che nel settore pubblico le donne perdano la prerogativa di andare a riposo cinque anni prima, il ministro ha detto che il governo è intenzionato a sostenere nuove forme di conciliazione dei tempi di lavoro e di favorire l'incremento degli asili nidi.

Sullo stesso argomento, la XI commissione alla camera ha approvato una risoluzione che impegna il governo a potenziare le azioni svolte a livello nazionale al fine di conseguire per i servizi dell'infanzia gli obiettivi di Lisbona, assicurando la qualità standard dei servizi offerti, nonché di promuovere l'attuazione del piano straordinario per la conciliazione e il progetto «Nidi PA».

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