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Più tempo ai ricorsi

del 09/06/2010
di: di Simona D'Alessio
Più tempo ai ricorsi
Una mano tesa alle opposizioni, aumentando le garanzie per chi è stato licenziato e intende presentare ricorso. È così che è ripreso ieri pomeriggio, nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro di Palazzo Madama, l'esame del disegno di legge cosiddetto collegato lavoro. Una scelta, quella di uno dei due relatori, Maurizio Castro (Pdl), che migliorerebbe l'articolo 32 attraverso «la disponibilità ad aumentare la durata del termine per appellarsi al giudice ordinario da nove a dodici mesi». Quanto, poi, racconta il senatore a ItaliaOggi, «all'ormai mitologico licenziamento orale (l'ironico riferimento è alla levata di scudi della minoranza, che nei giorni scorsi aveva visto nella proroga dei tempi del ricorso un attacco ai diritti del lavoratore, ndr), ho proposto di aumentare il termine per l'impugnazione a dodici mesi», quando si partiva da 90 giorni, nell'ultima formulazione. All'interno del provvedimento, che passando da un ramo del Parlamento all'altro ha collezionato sei letture nel corso di un paio d'anni, ci sono anche delle misure sugli operatori dei call center. E anche qui il relatore ha illustrato un'interessante ipotesi di modifica, in base alla quale l'azienda «deve offrire un contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato a chi svolge mansioni equivalenti a quelle del primo rapporto atipico che è stato censurato dal giudice come illecito», una conseguenza, precisa il parlamentare del centrodestra, «dei casi Eutelia ed Almaviva». In una fase di crisi occupazionale, è la preoccupazione del senatore, «non vanno creati disincentivi per l'assunzione, bisogna agire con prudenza», nella consapevolezza che vanno però protetti «i diritti individuali del lavoratore». Le aperture di Castro, sottolinea lui stesso, «sono proposte del relatore che le ha sottoposte al governo, non concordate con l'esecutivo. Su una materia sensibile come il lavoro – conclude – è giusto che si scelga l'arena parlamentare come luogo di dibattito». Non è azzardato ipotizzare che, sebbene sull'arbitrato le posizioni del Pd siano nettamente opposte a quelle della maggioranza, sui quei tre «ritocchi» si possa arrivare ad un parere favorevole bipartisan. Come preannunciato dall'altro relatore Filippo Saltamartini (Pdl), è stata votata la soppressione dell'articolo 20, che per mancanza di copertura era stato bocciato dalla commissione Bilancio; l'emendamento prevedeva che i lavoratori che hanno «contratto infermità permanentemente invalidanti, o sono deceduti in conseguenza dell'esposizione all'amianto» presente sulle navi della marina militare venissero «ricompresi» tra i soggetti previsti nella finanziaria 2006. Saltamartini, però, non si arrende e rivela di volere «provare, insieme ad un gruppo di colleghi, a inserire quella norma nella manovra, quando arriverà al Senato». Il calendario è stato definito: le votazioni continueranno oggi (ieri i senatori si sono pronunciati su quasi tutti gli emendamenti dell'articolo 30) e martedì. E il ddl potrebbe rivedere l'Aula nella terza settimana di giugno.
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