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Libertà d'impresa a 360°

del 05/06/2010
di: La Redazione
Libertà d'impresa a 360°
Uno stop di 2-3 anni delle procedure autorizzative che attualmente frenano e rallentano le piccole e medie imprese, la ricerca e le attività artigiane. Con un passaggio pieno all'autocertificazione per le attività dei «piccoli», sui quali controlli di legge e accertamenti verranno effettuati «ex post». Sono alcuni dei tasselli portanti di quella che dovrà essere una vera e propria «rivoluzione liberale» per le pmi, da realizzare attraverso la modifica dell'articolo 41 della Costituzione.

Ad annunciarlo è stato ieri il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, nel corso del G20 di Busan. L'idea, condivisa con il premier Silvio Berlusconi, punta a rilanciare la crescita in Italia e in Europa, e verrà presentato oggi ai 20 Grandi e lunedì all'Ecofin.

L'Europa e l'Italia, secondo il ministro Tremonti, non hanno più alternative di fronte alle sfide della globalizzazione e devono eliminare l'eccesso di regole che l'Unione europea ha prodotto.

Un groviglio che blocca come un macigno la strada dello sviluppo e rende l'Ue meno competitiva rispetto a paesi emergenti come la Corea o il Brasile, vanificando gli sforzi per la crescita. Per il ministro dell'economia, senza quest'opera di profonda semplificazione, l'Europa rischia di andare incontro a una «dolce morte», alla condanna a divenire «il guardiano di un cimitero o, al massimo, il tenutario elegante di un antico Relais». Tremonti ha citato «Guglielmo Marconi», che «se tornasse ora fare esperimenti dal panfilo Elettra incorrerebbe nelle mille regole e sarebbe multato per aver infranto il diritto alla navigazione, quello postale eccetera».

Il provvedimento allo studio intende andare oltre «le lenzuolate di Bersani o il piano Casa di Berlusconi, entrambi falliti perché il sistema non si cambia dall'interno», ha spiegato, «e non ci sono riuscite né la destra né la sinistra».

Il progetto, in particolare, poggia su una legge costituzionale, da presentare dopo la manovra, che modifica l'art 41 della Carta, «rendendo possibile tutto ciò che non è vietato». La misura, ha precisato inoltre il ministro, «non è in contrasto con il federalismo fiscale», non comporta aggravi di spesa e avrà carattere transitorio per provarne l'efficacia. Si limiterà all'economia reale (fuori la finanza) e l'urbanistica avrà un regime a parte. L'intenzione, come accennato, è di dare il via a una radicale e totale autocertificazione per le pmi, l'artigianato e la ricerca con controlli e verifiche ex post.

«L'iniziativa del governo per la libertà d'impresa», ha commentato Vincenzo Boccia, presidente della piccola industria di Confindustria «è di grande interesse e potrebbe essere un forte aiuto per far ripartire la crescita nel nostro paese».

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