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Unità d'Italia e riconoscimento delle professioni

del 29/05/2010
di: La Redazione
Unità d'Italia e riconoscimento delle professioni
Quattro giorni soltanto al 64esimo anniversario della Repubblica italiana. Meno di un anno ai 150 dell'Unità d'Italia per la cui ricorrenza, all'inizio di maggio, il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha inaugurato l'Anno di celebrazioni. Dal 2011, ogni anno, il 17 marzo sarà giornata di festa nazionale. E per la Lapet è già il tempo dei festeggiamenti, ma soprattutto degli auspici.

Approfittando infatti dell'imminente arrivo del 2 giugno, i tributaristi dell'associazione presieduta da Roberto Falcone si lasciano cullare tra le longeve braccia della memoria. «Il 2 giugno è per noi una data importantissima», avverte il presidente Falcone, «perché in questo giorno nel 1946 nasceva la nostra Nazione e l'Italia diventava una Repubblica democratica fondata sul lavoro». Così recita anche l'articolo 1 della nostra Costituzione. «Ci piacerebbe riscriverlo», dice però Falcone, aggiungendo che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sulle professioni. Ci auguriamo infatti che in occasione delle prossime ricorrenze, il 2 giugno proprio come il 17 marzo, i nostri politici sappiano rinnovare con spirito vero e vivo l'orgoglio del passato, il senso di appartenenza che si respirò nell'Italia unita 150 anni fa. Ma speriamo che sappiano anche e soprattutto adattare ai giorni d'oggi questi valori e i sentimenti che da essi scaturiscono. Come? Senza dover rivedere la Costituzione italiana, basterebbe riconoscere subito le nuove professioni.

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