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Housing sociale, gli enti dicono sì

del 28/05/2010
di: di Marco Caiazzo
Housing sociale, gli enti dicono sì
Housing sociale: gli istituti previdenziali dicono sì al progetto del governo. Il forum «Privato e pubblico, insieme per il sistema paese», organizzato dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, presieduta da Paolo Saltarelli, rilancia il dibattito sul progetto sull'edilizia sociale voluto dall'esecutivo e dal ministro dell'economia Giulio Tremonti. «Si tratta di un primo significativo passo nel rapporto tra istituzioni e casse di previdenza privatizzate, cui potranno seguire, attraverso un libero confronto, ulteriori soluzioni che potranno indubbiamente contribuire alla crescita e allo sviluppo del paese», spiega Maurizio Sacconi, ministro del lavoro e delle politiche sociali.

«In tempi di crisi», sottolinea il numero uno del Welfare, «è necessario individuare nuove forme di investimento, che siano sicure e sostenibili. Siamo quindi riconoscenti alle Casse privatizzate, che hanno dato la loro disponibilità all'individuazione di convergenze che possano rispondere agli interessi del settore pubblico, e allo stesso tempo alle esigenze degli Istituti di realizzare investimenti che corrispondano a criteri di adeguatezza e sostenibilità».

«La questione abitativa in Italia è sempre stata importante, ma ora ha assunto una nuova centralità», ha ribadito il presidente della Cassa ragionieri Paolo Saltarelli. «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza per un'ampia fascia di lavoratori che, pur potendo contare sul reddito, non ha la possibilità di sostenere i costi di un canone a prezzi di mercato». Il numero uno dell'Istituto previdenziale ha ricordato come nel 2007 quindici comuni, tra i più popolosi d'Italia, chiesero all'esecutivo, allora guidato da Romano Prodi, un nuovo Piano casa nazionale, che fosse basato sul concetto di edilizia residenziale sociale.

«Il Governo in carica», ha evidenziato Saltarelli, «ha risposto a questo appello e ha varato un buon Piano, che coinvolgerà anche il mondo delle casse di previdenza privatizzate, oltre a quello delle fondazioni bancarie: agli Enti viene chiesto, ovviamente nei limiti della compatibilità con la loro azione di tutela previdenziale, di rappresentare un impegno di privati nell'ambito di regole pubbliche, per fare fronte alle inevitabili carenze della pubblica amministrazione».

«Il tema della casa», spiega Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture, «rientra in un patto per la stabilità sociale. In Italia quattro milioni e mezzo di famiglie non sono proprietarie di un alloggio: è un dato allarmante, ancora di più se si considera che un milione e mezzo di questi nuclei vivono in case pubbliche, in condizioni di disagio». Ma per l'housing sociale, evidenzia il sottosegretario, siamo alla stretta finale. «L'obiettivo è quello di arrivare a tre miliardi di euro. Il governo ha stanziato 150 milioni, la Cassa depositi e prestiti un miliardo e gli istituti finanziari un altro miliardo. Attendiamo ora il contributo degli Istituti previdenziali».

Il presidente della commissione ambiente della camera dei deputati, Angelo Alessandri, sottolinea come sia necessario «uscire dalla logica emarginante dei cosiddetti rioni popolari. Vorrei vedere un housing sociale che possa dare finalmente maggiore dignità alle persone, costruendo con responsabilità e nel rispetto dell'ambiente».

Alla prima tavola rotonda del convegno organizzato dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, moderata da Sebastiano Sterpa, ha partecipato anche Matteo Del Fante, amministratore delegato di Cdp investimenti Sgr. «Entro l'inizio dell'estate avremo le prime risposte dai soggetti interpellati per la prima fase di sottoscrizione al fondo dedicato alla realizzazione di progetti di edilizia privata sociale. Stiamo già analizzando le prime proposte di investimento elaborate sul territorio».

Un contributo alla discussione è arrivato dai rappresentanti degli istituti previdenziali. Andrea Camporese, presidente dell'Inpgi, ha evidenziato come i giovani professionisti, iscritti alle casse cui lo stato ha chiesto aiuto per la realizzazione dell'housing sociale, «debbano avere una corsia preferenziale che permetta loro di accedere al sistema. La crisi», ha spiegato il numero uno dell'Istituto di previdenza dei giornalisti, «ha colpito tutti i settori. I nostri iscritti ci chiedono soprattutto di essere responsabili nella scelta dei nostri investimenti, in modo da garantire un welfare sostenibile».

Parere positivo nei confronti del progetto di housing sociale è arrivato anche dall'Enpam, rappresentato per l'occasione dal vicepresidente Giampiero Malagnino. «Siamo pronti a lavorare per il Paese, mettendo a disposizione del governo il nostro “tesoretto”. Ma abbiamo il dovere di informare i nostri iscritti su come questo denaro verrà concretamente investito. Lo stato ci ha chiesto un aiuto concreto allo sviluppo del Welfare, e gli Istituti previdenziali devono operare al meglio: sostenere l'edilizia sociale». ha concluso il numero due dell'Enpam. «può rappresentare un buon inizio, ma è necessario che sia chiaro come le risorse dei professionisti saranno impegnate».

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