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È boom di stage e tirocini

del 27/05/2010
di: Pagina a cura di Benedetta Pacelli
È boom di stage e tirocini
Uno stage in azienda o un tirocinio professionale per capire cosa fare da grandi. Oltre il 50% dei neolaureati, secondo i dati dell'ultimo rapporto Almalaurea sul profilo dei laureati 2009, ha scelto questo tipo di esperienza nel corso degli studi universitari. Ed è stato premiato, considerando che, chi sul curriculum può vantare una formazione sul campo, ha il 6% di possibilità in più di trovare lavoro rispetto a chi quest'esperienza non l'ha fatta. Ma stage a parte, la condizione occupazionale dei laureati non è cresciuta con il 3+2, anzi è scesa di oltre l'8% dagli anni pre-riforma. Così come è aumentata la percentuale dei laureati triennali che decide di proseguire gli studi a conferma dello scarso successo dei corsi di primo livello ai fini dell'accesso al mondo del lavoro.

L'esperienza degli stage. Triplicano quindi tirocini e stage, evidenziando dice Almalaurea, una crescente collaborazione fra università e imprese pubbliche e private: nel 2009 queste hanno riguardato 54,5 laureati su cento contro il 17,9% del 2001. Sono esperienze che entrano nel bagaglio formativo soprattutto di alcuni percorsi: 91 su cento neo-dottori in agraria, 86 e 85 laureati, rispettivamente, del gruppo insegnamento e psicologico, ma anche 48,5 laureati su cento del gruppo economico-statistico e perfino 24 neo-dottori su cento nelle materie giuridiche. Un tipo di esperienza che, ricorda il Consorzio guidato da Andrea Cammelli, si associa ad un più elevato indice di occupazione. L'ultima indagine sulla condizione occupazionale dei laureati ha accertato l'esistenza di un differenziale pari a 6 punti percentuali fra chi ha svolto uno stage durante gli studi rispetto a chi non vanta di questa esperienza.

L'occupazione dei laureati. Se il rapporto evidenzia da un lato che dal 2001 al 2009 sono quadruplicati i laureati in corso mette in luce, dall'altro, quanto si sia aggravata la condizione occupazionale di tutti i laureati: per quelli pre-riforma negli anni '99-2006 a tre anni dalla laurea, il tasso di occupazione è sceso di 8,6 punti percentuali (da 85,9% al 77,3%); a cinque anni il tasso di occupazione si è ridotto di 3,8 punti percentuali (da 90,5 a 86,7%).

Chi prosegue negli studi. La tendenza a proseguire gli studi già elevata con l'entrata in vigore del 3+2 si è ulteriormente dilatata: riguardava il 60% dei triennali nel 2001, raggiunge il 77% nel 2009. Ma chi opta maggiormente per questa scelta: il 93% dei neo psicologi e l'89% dei laureati del gruppo geo-biologico, ma anche il 66% dei dottori del gruppo agrario e il 63% dei laureati nelle professioni sanitarie.

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