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Più vicini i 65 anni per le donne

del 26/05/2010
di: di Daniele Cirioli
Più vicini i 65 anni per le donne
Il raggiungimento dell'età di 65 anni per la pensione di vecchiaia delle donne del pubblico impiego scatterà dal 1° gennaio 2016, due anni prima di quando previsto oggi. I pubblici dipendenti in regime di buonuscita, inoltre, a partire dal prossimo anno transiteranno nel sistema di tfr. Queste le principali novità previdenziali previste dalla manovra esaminata ieri dal consiglio dei ministri. Misure indirizzate al risparmio di risorse pubbliche, risparmio che arriverà inoltre dalla unificazione delle cosiddette finestre di uscita e dall'unificazione degli enti previdenziali.

Vecchiaia a 65 anni. Una prima novità è rappresentata dall'accelerazione del periodo di transizione verso il tetto dei 65 anni per l'età di pensionamento di vecchiaia delle donne del pubblico impiego. La tabella di marcia oggi prevede un innalzamento di due anni ogni biennio; con la manovra il periodo viene ridotto di 6 mesi e lo scatto di un anno d'età ci sarà ogni 18 mesi (luglio/gennaio). L'operazione consente di anticipare di due anni (dal 1° gennaio 2018 come previsto oggi al 1° gennaio 2016) l'entrata a regime della nuova età (65 anni).

Addio alla buonuscita. La seconda novità, sempre limitata al settore pubblico, riguarda il trattamento di fine servizio che oggi è erogato dall'Inpdap ai dipendenti pubblici sotto forma di indennità premio di servizio (Ips o buonuscita) o di trattamento di fine rapporto (tfr come nel privato). L'Ips è pari a un quindicesimo dell'80% della retribuzione dell'ultimo anno di servizio percepita dal lavoratore, moltiplicato per gli anni di impiego; il tfr è pari al 6,91% della retribuzione percepita dal lavoratore anno dopo anno più le relative rivalutazioni (al tasso dell'1,5% più il 75% dell'Istat) sempre annuali. Il tfr si applica al personale assunto a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2001 (quello già assunto a tale data ha diritto all'Ips, salvo opzione per il tfr in caso di adesione alla previdenza integrativa). La novità, dunque, è l'abolizione dell'attuale doppio regime (Ips per i “vecchi” iscritti e tfr per i “nuovi” iscritti): dal 1° gennaio 2011, tutti i pubblici dipendenti saranno soggetti alla disciplina del tfr. Ai fini del calcolo è previsto il criterio del pro-rata, e ciò vuol dire che le anzianità maturate fino al 31 dicembre prossimo (ai lavoratori che a tale data versino ancora nel vecchio regime) verranno comunque determinate come Ips; quindi soltanto le anzianità maturate dal 1° gennaio 2011 saranno calcolate esclusivamente come tfr.

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