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La cartella è ok solo se completa

del 15/05/2010
di: di Debora Alberici
La cartella è ok solo se completa
Stretta della Suprema corte sulla cartella esattoriale motivata per relationem. Infatti, gli atti impositivi devono contenere gli estremi di pubblicazione dell'atto a cui il fisco sta rinviando.

A dieci anni dall'approvazione dello Statuto del contribuente che non è riuscito ancora a garantire i contribuenti sulle motivazioni degli atti impositivi, le sezioni unite civili della Cassazione, con la sentenza n. 11722 di ieri, hanno accolto alcuni dei motivi presentati dal comune di Bassano del Grappa destinatario di una cartella esattoriale («la cui natura è tributaria», spiega espressamente il collegio esteso) da parte di un consorzio di bonifica. Subito l'ente locale aveva lamentato la mancata e incompleta motivazione della cartella, carente, secondo la difesa dell'ente locale, del Piano di classifica e dei ruoli di contribuenza. Non solo. Il consorzio non aveva neppure indicato dove queste delibere erano state pubblicate.

La tesi del comune è stata condivisa dal Massimo consesso di Piazza Cavour che nelle motivazioni ha affermato un nuovo principio secondo cui «quando la cartella esattoriale non segua uno specifico atto impositivo già notificato al contribuente, ma costituisca il primo e unico atto con il quale l'ente impositore esercita la pretesa tributaria essa deve essere motivata alla stregua di un atto propriamente impositivo, e contenere, quindi, gli elementi indispensabili per consentire al contribuente di effettuare il necessario controllo sulla correttezza dell'imposizione». La motivazione, spiegano ancora gli Ermellini, può essere assolta rinviando a un atto amministrativo, per esempio. Atto del quale, tuttavia, devono comunque essere indicati gli estremi esplicitamente, «anche relativi alla pubblicazione dello stesso su bollettini o albi ufficiali che eventualmente ne sia stata tratta a sensi di legge, affinché il contribuente ne abbia conoscenza o conoscibilità: l'atto di rinvio, quando si tratta di atti dei quali il contribuente abbia già integrale e legale conoscenza per effetto di precedente notificazione o pubblicazione, non deve essere necessariamente allegato alla cartella, secondo una interpretazione non puramente formalistica dell'art. 7, comma l, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (cosiddetto Statuto del contribuente), sempre che ne siano indicati nella cartella stessa i relativi estremi di notificazione o di pubblicazione».

Insomma ora la commissione tributaria regionale del Veneto dovrà riconsiderare il caso tenendo presente che nell'atto notificato al comune mancavano gli estremi di pubblicazione il Piano di classifica.

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