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Sindaci srl, torna la denuncia

del 15/05/2010
di: di Luciano De Angelis
Sindaci srl, torna la denuncia
Anche nelle srl, nel caso di gravi irregolarità degli amministratori, è ammissibile il controllo giudiziario ex art. 2409 c.c., su richiesta al tribunale da parte del collegio sindacale.

Non condivisibili appaiono, pertanto, le motivazioni con cui la Cassazione, con sentenza n. 403 del 13 gennaio 2010 aveva negato ai sindaci tale possibilità.

È quanto ha ritenuto, la ottava sezione del tribunale di Milano con decreto del 26 marzo 2010 (presidente Riva Crugnola, rel. Consolandi).

La recente pronuncia della Suprema corte (Cass. 13 gennaio 2010, n. 2010)

Secondo la Cassazione, in estrema sintesi (si veda sul tema Italia Oggi 7, dello scorso 22 febbraio), la differente struttura giuridica delle spa e delle srl costituirebbe ragione idonea a precludere, in queste ultime, il controllo giudiziario. Fra le motivazioni addotte al sostegno della propria tesi dalla Cassazione ricordiamo: il richiamo «generico» di cui all'art. 2477 alle norme in tema di spa; il diritto dei soci (non riconosciuto nelle spa) di ottenere notizie dagli amministratori, ispezionare i libri sociali e sollevare, anche autonomamente l'azione sociale di responsabilità; l'attribuzione al collegio sindacale delle srl di compiti di controllo incentrati più sui profili contabili che gestionali; l'espresso richiamo nel decreto legislativo 37/2004, relativo alle società sportive in forma di srl, di specifica applicabilità dell'art. 2409 c.c.

La posizione del tribunale di Milano

Tutte le giustificazioni addotte dalla Suprema corte, a suffragio della propria tesi di diniego, vengono confutate dai giudici ambrosiani.

1) Il richiamo dell'art. 2477. In primo luogo, evidenzia il tribunale di Milano: «… Esiste una norma di rinvio dalla disciplina delle srl a quella delle spa, sullo specifico tema, cioè l'ultimo comma dell'art. 2477 c.c., che trattando dei sindaci, al secondo e terzo comma stabilisce quando la nomina sia inderogabilmente dovuta e, al quarto comma, recita che in tali casi “si applicano le disposizioni in tema di società per azioni”: dato che l'art. 2409 c.c. fa parte proprio della sezione che si occupa del collegio sindacale delle spa, il rinvio, tutt'altro che generico, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte di cassazione…, ha l'effetto, per le società rientranti nei commi 2 e 3 dell'art. 2477 c.c . … (cioè le srl nel quale il collegio sindacale è nominato per specifica disposizione normativa ndr) di estendere (a queste ultime) la possibilità di denunzia al Tribunale per gravi irregolarità».

2) I poteri di controllo riconosciuti al socio. Nonostante la relazione di accompagnamento al dlgs n. 6/03 giustifichi l'esclusione del controllo ex art. 2409 c.c. per le srl quale conseguenza di poteri più penetranti riconosciuti in capo al socio (individuati con l'art. 2476 c. 2 e c. 3), i giudici di Milano, tuttavia, ritengono che tale circostanza non paia decisiva nelle società medio-grandi. A riguardo, tali più incisivi poteri di controllo non pongono: «… al riparo degli abusi degli amministratori quando siano voluti anche dai soci: è proprio quando si depauperi la società a favore del patrimonio dei soci stessi che si avrà una divergenza fra gli interessi del patrimonio sociale e quelli dei soci, che può ripercuotersi in gravi danni per la società e per i terzi. È in questi casi che maggiormente si evidenzia la utilità di controllore nell'interesse della società e soprattutto dei suoi creditori che non coincida con le persone dei soci, un controllo che è previsto, per le maggiori entità economiche nel collegio sindacale, con tutti i suoi poteri ivi compreso il ricorso ex art. 2409 c.c.».

3) Il richiamo al controllo contabile. Anche l'inciso del quarto comma dell'art. 2477 c.c. (ora quinto, a seguito delle novità apportate dall'art. 37 del dlgs 39/2010), secondo cui nelle srl il controllo contabile (rectius «revisione legale») è esercitato dal collegio sindacale, non appare determinante. Ai sindaci di srl è, infatti, sempre demandato il controllo gestionale ed «eventualmente» quello contabile: la questione, secondo il tribunale, è di particolare importanza: «… quando sia nominato un revisore dei conti, nel qual caso evidentemente al collegio sindacale spetta il controllo gestionale, mentre, quando tale revisore non vi sia, il collegio sindacale della srl avrà entrambi i compiti, quello di controllo gestionale, perché tipico delle spa, in questi casi applicabile, e quello contabile, perché specificatamente attribuitogli dall'inciso inserito nel dlgs 6/2/04, n. 37 che andava a modificare la precedente disciplina introdotta dal decreto n.6 del 2003».

4) Argomento delle società calcistiche. Secondo la Cassazione, laddove il legislatore voleva rendere applicabile il controllo giudiziario, lo ha espressamente previsto. In proposito, il dlgs n. 37/04, all'art. 8, prevede che alle società sportive aventi forma di srl si applichi comunque l'art. 2409 c.c. A riguardo, secondo il tribunale di Milano: «… a prescindere dal fatto che si tratta all'evidenza di norma eccezionale, dalla quale poco può dedursi circa la ricostruzione del sistema, l'eccezione consiste nel fatto che il ricorso ex art. 2409 c.c. sia esperibile anche dal socio e quindi anche quest'argomento, per i fini che qui interessano, è irrilevante».

Conclusioni

Le motivazioni dei giudici meneghini appaiono, ad avviso di chi scrive, condivisibili e difficilmente controvertibili, sia in ottica giuridica, sia, e diremmo soprattutto, in ottica operativa. Non è infatti la disciplina delle srl ad essere omogenea rispetto a quella delle spa, ma è un'esigenza unitaria, si legge in altro passaggio della pronuncia, «… quella di estendere il controllo legale dei conti, e della gestione, alle società che raggiungano dimensioni tali, per capitale o fatturato e numero dei dipendenti, da diventare realtà economiche imprenditoriali meritevoli di attenzioni pubbliche. La unitarietà, se si vuole, è quella dell'istituto dei sindaci non riassumibile in quella del contratto sociale, perché da questa prescinde la necessità dei sindaci, che fa riferimento, come sì è detto, a parametri economici e non attinenti a rapporti fra soci».

In definitiva, se una è la responsabilità dei sindaci, in srl e spa, una e identica deve essere anche la possibilità di reagire alle irregolarità degli amministratori. D'altro canto, qualora la responsabilità dei sindaci non fosse affiancata dalla possibilità di esperire efficaci rimedi ad irregolarità gestionali, i controllori potrebbero finire per essere assoggettati a condanne per «responsabilità oggettiva», e questo appare davvero una conseguenza «ultra legem».

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