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Ragionieri, c'è l'ipotesi Inps

del 14/05/2010
di: Pagina a cura di Ignazio Marino
Ragionieri, c'è l'ipotesi Inps
«Al governo il compito di unificare le casse di previdenza dei commercialisti o, in alternativa, di dire quali iniziative intende adottare ivi compresa l'incorporazione dell'ente dei ragionieri nell'Inps». È questo il doppio quesito posto al ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, con l'interrogazione parlamentare (5/02870) presentata nei giorni scorsi da Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione lavoro della camera. Nel documento, il parlamentare argomenta tutto il cammino fatto dai due enti dalla legge 34/2005 (delega al governo per istituire l'albo unico dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) fino al recente «no tecnico» della cassa dottori a qualsiasi ipotesi di fusione con l'istituto pensionistico dei ragionieri in quanto quest'ultimo destinato al collasso nel giro di pochi anni per via dello shock demografico atteso. Cazzola ci aveva provato già nel 2008 con una sua proposta di legge a chiamare il legislatore in campo (si veda ItaliaOggi del 24/9) mentre con un emendamento alla Finanziaria, poi ritenuto inammissibile (si veda ItaliaOggi del 29/10), aveva proposto di riaprire i termini della delega per la fusione scaduti nel 2007. Dunque occhi puntati sulla risposta del ministro, anche se nel corso del recente forum della cassa dottori il 14 aprile, lo stesso Sacconi ha alzato le mani sulla questione. Dato che l'articolo 4 della legge 34/05 demanda agli enti il compito di trovare una soluzione. In attesa dell'intervento in commissione, restano sulle loro divergenti posizioni i vertici delle due casse. «Questa situazione», dice Paolo Saltarelli, presidente dell'ente ragionieri, «che crea incertezze sul futuro previdenziale di tutti gli iscritti all'Ordine dal 1° gennaio 2008, deve trovare una soluzione. Non abbiamo nulla da temere da un intervento, anche legislativo se necessario» (intervento integrale a pag. 31). «Pur rilevando che ci sarebbero da fare alcune puntualizzazioni alle premesse poste a base dell'interrogazione, prima fra tutte quella relativa al fatto che la situazione di shock demografico in Cassa ragionieri è ben antecedente all'albo unico», commenta Walter Anedda, presidente di cassa dottori, «ritengo che l'intervento di Cazzola altro non e' che il riconoscimento ufficiale di un grave problema che attiene alla cassa ragionieri e che da tempo il nostro ente aveva denunciato. Problema per il quale Cazzola propone due soluzioni: l'unificazione o l'incorporazione di Cassa ragionieri nell'Inps. Credo sia superfluo evidenziare che la prima ipotesi - come da noi ormai chiarito - è assolutamente impercorribile e non può assolutamente vederci favorevoli».
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