Consulenza o Preventivo Gratuito

Le tasse aumentano. Causa sanità

del 14/05/2010
di: di Luigi Chiarello
Le tasse aumentano. Causa sanità
Lazio, Campania, Molise e Calabria dovranno aumentare le tasse. Infatti, non potranno utilizzare le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), per coprire i buchi sanitari. La linea del rigore decisa dal governo è stata confermata dal consiglio dei ministri di ieri. Che ha dato l'altolà alle quattro regioni, che intendevano accedere ai fondi previsti per i programmi di interesse strategico regionale, utilizzandoli a copertura dei deficit del settore sanitario accusato nel 2009. Un nuovo buco, che sommato al pregresso genera un disavanzo da 3,7 miliardi di euro. E che impedisce ai governatori maglia nera della spesa sanitaria (presenti ieri al tavolo dell'esecutivo) di percorrere la via tracciata dall'intesa prevista all'art. 2,comma 90, della legge finanziaria per il 2010. Il blocco dei fondi Fas, a questo punto, finirà per ricadere sui cittadini delle quattro regioni, che potrebbero veder appesantito il proprio carico fiscale. Infatti, per ovviare alla mancanza di fondi gli enti territoriali saranno costretti ad aumentare le tasse per chiudere i bilanci. Ricorrendo a un inasprimento dell'aliquota regionale Irpef e della maggiorazione regionale Irap. Restano, per il momento, fuori dalla stretta del governo Sicilia e Abruzzo, che hanno conti in disordine, ma che stanno procedendo con i piani di rientro. A spiegare il niet del governo alla richiesta delle quattro regioni di usare fondi Fas per ripianare il deficit è il ministro alla salute, Ferruccio Fazio. «Il governo ha ritenuto di non dare il via libera perché queste regioni non hanno dato garanzie ai tavoli di monitoraggio, sia per quanto riguarda la certezza dei conti, sia per quanto riguarda il fatto di aver avviato processi di riqualificazione della rete assistenziale». Senza queste garanzie, ha chiosato Fazio «non si può consentire di utilizzare i fondi Fas come un bancomat». Questi soldi, ha spiegato il ministro, «devono essere utilizzati non certo per ripianare il deficit, ma solo nel momento in cui le regioni avranno dato concreta dimostrazione di voler avviare processi di risanamento». Nel bacchettare i quattro governi regionali, Fazio ha anche ricordato che per tre di questi (Campania, Lazio e Calabria), «le responsabilità non sono degli attuali governatori (eletti a marzo) ma dei precedenti governi». Le cifre sul deficit emergono dalla verifica sui conti effettuata nel tavolo tra regioni e ministero dell'Economia il 22 e il 23 marzo scorso, giusto a ridosso delle elezioni. Somme che tengono conto delle perdite 2009 e di quelle accumulate nei precedenti esercizi. Dei 3,7 mld di buco, due mld riguardano il solo 2009. A parziale copertura degli sforamenti sono intervenute, in alcuni casi, misure di fiscalità aggiuntiva regionale, in altri il ricorso al fondo transitorio. Così, a conti fatti, per ripianare il deficit della gestione 2009 in Calabria serve un mld tondo tondo, in Campania 500 mln, nel Lazio 420 mln e 67 mln in Molise. In tutto, un gruzzolo di circa due mld di euro. Che, però, potrebbe non essere quantificato del tutto. Infatti, da tempo in Calabria, Kpmg sta lavorando, in qualità di advisor, per calcolare l'ammontare esatto del disavanzo sanitario. A febbraio 2009, la società aveva accertato un rosso di 1,7 mld di euro, sulla base dei dati del dipartimento regionale tutela della salute. Un buco nei conti, che aveva costretto la precedente giunta, guidata da Agazio Loiero, a varare un piano di rientro, approvato anche dal governo. Basato sulla riorganizzazione della rete ospedaliera (con alcuni presidi trasformati in Case della salute) e sul controllo della spesa farmaceutica, con la reintroduzione del ticket. Interventi hanno riguardato anche il personale, con la limitazione del turn over e la sospensione di alcuni concorsi. Un piano di rientro dal deficit, quello firmato lo scorso 17 dicembre con i ministri dell'economia, Giulio Tremonti, della sanità, Ferruccio Fazio, e degli affari regionali, Raffaele Fitto, che prevede una serie di verifiche cadenzate sulla sua attuazione fino a gennaio del 2011.

vota