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Sugli appalti di manodopera la verifica fiscale è più facile

del 06/05/2010
di: Debora Alberici
Sugli appalti di manodopera la verifica fiscale è più facile
Più facile per il fisco accertare un appalto di manodopera. Infatti è legittimo il recupero dell'Irpef, per mancato versamento delle ritenute d'acconto ai collaboratori, nei confronti dell'azienda che ha impiegato persone in un'impresa priva di autonoma organizzazione. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10685 del 4 maggio 2010, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. È il caso di una società friulana nei confronti dei quali era scattato un accertamento Irpef per mancato versamento delle ritenute d'acconto. Infatti secondo l'amministrazione finanziaria l'azienda aveva messo in atto un'interposizione fittizia di manodopera perché, aveva sostenuto, il personale era stato impiegato in un'altra società priva di un'autonoma organizzazione. L'atto impositivo era stato impugnato davanti alla commissione tributaria provinciale di Venezia che lo aveva annullato. Poi, in secondo grado la commissione tributaria regionale aveva confermato il verdetto. A questo punto il fisco ha presentato con successo ricorso al Palazzaccio. La sezione tributaria lo ha accolto con rinvio. «L'ipotesi di appalto di manodopera», hanno motivato i giudici, «è configurabile sia in presenza degli elementi presuntivi considerati dal terzo comma del citato art. 1 (impiego di capitale, macchine ed attrezzature fornite dall'appaltante), sia quando il soggetto interposto manchi di una gestione di impresa a proprio rischio e di un'autonoma organizzazione, da verificarsi con riguardo alle prestazioni in concreto affidategli». D'altronde, ha poi osservato Piazza Cavour, non può imputarsi all'ufficio delle Entrate, come hanno fatto i giudici di merito, «la mancata produzione in giudizio delle fatture emesse dalla subappaltatrice nei confronti dell'azienda contribuente, trattandosi evidentemente di documenti di cui solo quest'ultima poteva avere la disponibilità». Ora la causa dovrà essere riconsiderata dai giudici di merito. Infatti la Cassazione ha rinviato nuovamente gli atti a Venezia, affinché la commissione tributaria regionale, in diversa composizione, rivaluti l'intero caso alla luce del principio di diritto affermato. Dovrà quindi svolgere delle indagini per accertare l'effettiva mancanza di organizzazione e di capitali nell'azienda «interposta». Anche sulle spese la Cassazione non ha preso posizione rinviando tutta la decisione ai giudici di merito.

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