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Lavoro, l'accento è sulla parità

del 29/04/2010
di: di Vincenzo Lucarelli
Lavoro, l'accento è sulla parità
Sabato prossimo 1° Maggio, festa del lavoro, la Cisal prosegue nel dare solennità alla storica ricorrenza. E torna a Napoli con un'iniziativa di rilievo nazionale, incentrata sul tema del lavoro e della pari opportunità di quest'ultimo tra donne e uomini.

Ovviamente, la grande crisi economica e finanziaria, che ha accentuato nelle ultime ore il rischio di ulteriori sorprese, farà da cornice alla manifestazione. Né verrà meno il richiamo alla «senectute» che penalizza i giovani, particolarmente quelli residenti nelle regioni meridionali ai quali si applica, ancora una volta, l'esempio della politica, dell'economia, del mondo accademico e delle professioni. Cioè di quel mondo che, fino all'età di 40 anni e forse più in là, taglia fuori non solo dal potere politico ed economico, ma tiene lontano da una occupazione che non sia precaria e mal pagata.

Illuminante, a riguardo, dal punto di vista descrittivo, un interessante libro di Nunzia Penelope (sotto forma di saggio), dal titolo Vecchi e potenti, editore Baldini Castoldi Dalai. Qualche esempio, sarebbe utile a capire il fenomeno, molto italiano, del capitalismo familiare. Emblematico il caso di Bernardo Caprotti, a capo dell'Esselunga. Cioè di chi affida al proprio figlio l'azienda. E poi decide di riprendersela. Nel merito, qualcun altro punta il dito su un sistema formativo, che sconta un peccato storico, «abbassandone la qualità invece di adattarla al più alto numero di utenti».

«Fra le tante, è anche questa la preoccupazione di una organizzazione sindacale che non ha mai messo la testa sotto la sabbia», sottolinea Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, nella analisi di una crisi di sistema senza precedenti. Che restituisce più ombre che luci, specificatamente ai territori del Sud, «il cui fervore culturale da valorizzare è il banco di prova di un dibattito politico e sindacale da mantenere vivo, al di là di taluni ingenerosi pregiudizi, anche recenti». Mentre si delinea la riforma dello stato e l'attuazione del federalismo fiscale.

Non a caso, l'appuntamento di sabato prossimo intende chiarire alcuni pregiudizi, ridando dignità d'indagine allo studio del Mezzogiorno, che riguarda indifferentemente Nord e Sud. «Quest'ultimi, in nome del federalismo, debbono promuovere occasioni di confronto, anticipando il riconoscimento del ruolo fondante dell'unità del paese, a cui la Cisal intende prendere parte come organizzazione credibile e rappresentativa. Nella quale, da oltre sessant'anni, sono confluite Federazioni di categoria e iscritti sparsi sull'intera area regionale e locale della nazione, senza distinzione anagrafica, culturale e lavorativa».

Per quanto riguarda la politica del lavoro, con riferimento alle innovazioni introdotte dalle norme sulle pari opportunità, il segretario generale ritiene indifferibile la ripresa di un ulteriore ragionamento comune. Lo stesso esito del recente voto regionale spinge a riannodare il filo, mai spezzato, del dialogo sul futuro. La situazione, infatti, richiama a proporre una discussione con la parte più produttiva del paese, laddove non può passare inosservato, sia a Sud che a Nord, l'accenno a una ipotesi di separatismo. «La novità nella politica delle alleanze sul tema specifico passa attraverso una nuova idea di nazione, che trovi nel sindacato soluzioni condivise, privilegiando (come invita a fare Giorgio Napolitano) i temi economici e sociali, a partire dal precariato, rintracciabile nelle pieghe di un'Italia che arranca a ritrovare le opportunità del suo sviluppo».

«Proprio da Napoli, antica capitale del Mezzogiorno», ha affermato Cavallaro, «vogliamo andare al di là del contingente sul tema delle pari opportunità, non dimenticando che l'irruzione della donna nella vita pubblica (e la sua presenza nel mondo del lavoro) è sempre più fondamentale come riconoscimento della sua dignità. E come soggetto di quei diritti che non hanno indebolito i doveri e i legami familiari all'atto del suo ingresso nella fabbrica, negli uffici e nella scuola».

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