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Notifica cartelle a validità estesa

del 24/04/2010
di: di Debora Alberici
Notifica cartelle a validità estesa
Valida la notifica della cartella di pagamento consegnata a persona di famiglia anche se non convive con il contribuente.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9590 del 22 aprile 2010, ha accolto il ricorso del fisco.

La sezione tributaria ha dunque bocciato la decisione della commissione regionale della Campania che aveva considerato irrituale la notifica di una cartella di pagamento consegnata dall'ufficiale giudiziario nella mani di un parente (in sentenza non è specificato il grado di parentela) che poi era risultato non essere convivente con il contribuente destinatario dell'atto.

Questo, ha spiegato il Collegio di legittimità, in ossequio al principio generale secondo cui «la notificazione mediante consegna a persona di famiglia non postula necessariamente l'ulteriore requisito della convivenza, non espressamente menzionato dall'art. 139 c.p.c. risultando sufficiente l'esistenza di un vincolo (di parentela o affinità) tale da giustificare la presunzione che la persona di famiglia consegnerà l'atto al destinatario».

La sentenza depositata due giorni fa dalla Suprema corte segna un'inversione di rotta rispetto a una corrente giurisprudenziale che da sempre richiede, come valido requisito per la notifica a persona di famiglia del destinatario, che questa sia convivente. In particolare l'anno scorso con la sentenza n. 22607, i giudici non avevano ritenuto valida una notifica fatta a mezzo posta e ricevuta dalla suocera del destinatario perché ormai l'uomo non viveva più da quattro anni in quell'appartamento. In particolare secondo i giudici «in tema di notificazione per mezzo del servizio postale, secondo la previsione dell'art. 149 cod. proc. civ., qualora la consegna del piego raccomandato sia avvenuta a mani di un familiare convivente con il destinatario, ai sensi dell'art. 7 della legge 20 novembre 1982, n. 890, deve presumersi che l'atto sia giunto a conoscenza dello stesso, restando irrilevante ogni indagine sulla riconducibilità del luogo di detta consegna fra quelli indicati dall'art. 139 cod. proc. civ., in quanto il problema dell'identificazione del luogo ove è stata eseguita la notificazione rimane assorbito dalla dichiarazione di convivenza resa dal consegnatario dell'atto, con la conseguente rilevanza esclusiva della prova della non convivenza, che il destinatario ha l'onere di fornire».

Ora gli atti torneranno in Campania e i giudici partenopei dovranno dichiarare la validità della notifica della cartella di pagamento.

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