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Estorsione, serve più di un euro

del 13/04/2010
di: di Stefano Manzelli
Estorsione, serve più di un euro
Il parcheggiatore abusivo che rifiuta di spostare i veicoli in doppia fila a causa del mancato pagamento di un euro da parte dell'automobilista intrappolato non può essere sottoposto a misure limitative della libertà personale. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sez. II pen., con la sentenza n. 12762 del 1° aprile 2010. Un automobilista ha parcheggiato in uno spiazzo antistante un lido balneare di Catania rifiutandosi di versare al locale parcheggiatore abusivo la modesta somma richiesta. A causa di un improvviso malore della moglie l'utente ha anticipato il rientro dal mare ritrovandosi però impossibilitato a uscire dallo spiazzo a causa degli altri veicoli. Alla richiesta di assistenza l'addetto al parcheggio ha reiterato la sua richiesta di pagamento di un euro e allora l'autista ha richiesto l'intervento della polizia che ha denunciato il parcheggiatore, con conseguente applicazione della custodia domiciliare. Contro questa decisione, confermata anche dal tribunale del riesame, l'interessato ha proposto censure alla Cassazione che ha annullato la severa misura limitativa evidenziando l'evanescenza della modesta richiesta economica avanzata dal posteggiatore.

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