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C'è crisi? A casa prima i giovani

del 09/04/2010
di: di Debora Alberici
C'è crisi? A casa prima i giovani
Possono essere licenziati i dipendenti delle aziende in crisi, giovani e senza carichi familiari, soprattutto se appartengono all'amministrazione e cioè al settore meno creativo e produttivo. Insomma in caso di ristrutturazione aziendale, la scelta dell'imprenditore di tagli di personale può cadere sui neo assunti. È quanto affermato dalla sezione lavoro della Corte di cassazione che, con la sentenza 8237 del 7 aprile 2010, ha respinto il ricorso di una giovane dipendente licenziata a causa della crisi aziendale. La ragazza, che prestava servizio presso l'amministrazione di una società d'informatica, aveva presentato ricorso contro il licenziamento motivato dall'impresa come una riorganizzazione. Secondo lei la scelta dell'impresa non sarebbe dovuta cadere in quella direzione tanto più che, aveva sostenuto, gli aumenti ad alcuni colleghi non facevano pensare a uno stato di dissesto. La tesi della lavoratrice non è stata accolta né dai giudici di merito né dalla Cassazione. In particolare, bocciando il ricorso la Suprema corte, ha motivato affermando in primo luogo che ben poteva il datore, per scongiurare il peggio, aumentare lo stipendio ai lavoratori maggiormente specializzati del reparto, per evitare che essi potessero spostarsi in imprese concorrenti. Ma non solo. Gli Ermellini hanno anche ribadito che «in tema di giustificato motivo di licenziamento, operato in caso di necessità di ristrutturazione aziendale, è legittima la scelta imprenditoriale di licenziare il dipendente più giovane del comparto che presenta l'esubero e priva di carichi di famiglia. In tale contesto la prova della non utilizzabilità della lavoratrice in altri settori si può desumere dalla mancata qualifica specifica per il passaggio al settore creativo e maggiormente produttivo». Insomma, dai giudici di Piazza Cavour è stata avallata la decisione della Corte di appello che ha rilevato «che i dati probatori avevano fornito la prova che il motivo del licenziamento era vero e reale posto che, a fronte di una simile situazione, la decisione imprenditoriale di ridurre il personale non poteva che apparire giustificata» e «ribadendo conclusivamente che la prova della crisi aziendale e della sua serietà è stata fornita, quella della necessità di ridurre i costi anche».
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