Consulenza o Preventivo Gratuito

La privacy copre l'assenza per fare la pipì

del 08/04/2010
di: Antonio Ciccia
La privacy copre l'assenza per fare la pipì
Compilare un bigliettino prima di andare al servizio igienico dello stabilimento, segnalando l'assenza temporanea dal posto di lavoro, viola la privacy. E questo vale anche per altre possibili ragioni di allontanamento temporanei dalla postazione di lavoro. Lo ha stabilito il garante della privacy con il provvedimento di prescrizioni del 24 febbraio 2010, reso noto con la newsletter n. 337 del 7 aprile 2010. L'azienda ha inteso monitorare l'allontanamento di qualsiasi addetto alla catena di montaggio, imponendo ai suoi dipendenti di compilare appositi tagliandi di carta dove indicare il proprio nominativo, il reparto di appartenenza, l'orario e la motivazione per cui ci si assentava. I permessi, pur restando nella disponibilità degli operai, dovevano essere controfirmati e autorizzati dal capo reparto. I tagliandi in questione, che costituiscono, dunque, trattamento di dati, anche se non conservati o archiviati, sono stati bocciati sia se relativi a necessità «fisiologiche» dei lavoratori sia se relativi a finalità diverse da quelle personali. Nel primo caso si viola la dignità degli interessati (tanto che la stessa azienda ha censurato la sede produttiva in cui si sono verificati gli eccessi); mentre nel secondo caso gli scopi di sicurezza dei locali e monitoraggio degli accessi ad aree inibite ai lavoratori potevano essere realizzati con altri metodi meno invasivi della libertà individuale e meno lesivi della libertà di movimento .

Pubblicità con i dati Pra - Stop alla pubblicità con i dati del Pra. Il garante della privacy (provvedimento di prescrizioni 11 marzo 2010 pubblicato sulla newsletter dell'authority n. 337 del 7 aprile 2010) ha vietato l'utilizzo dei dati del Pubblico registro automobilistico per finalità marketing (per esempio, invio di offerte su pezzi di ricambio e accessori) in assenza del preventivo consenso degli interessati. Ovvero dei proprietari degli oltre 110 milioni di veicoli italiani (di cui sono censiti data di immatricolazione, numero di telaio e targa, dati anagrafici dell'intestatario). Le società del settore automobilistico, comprese le officine autorizzate, e le società private di ricerche e consulenze economico-sociali possono, invece, utilizzare, anche senza consenso, i dati personali contenuti nel Pra per inviare questionari o comunicazioni con la notizia dell'imminente scadenza del periodo di revisione dell'auto. La risposta del garante trova motivazione nel quadro normativo sul Pra, illustrato anche da una nota del ministero delle finanze del 2 luglio 1994, in cui si attesta la sussistenza di un interesse rilevante a conoscere le informazioni per le società operanti nel settore automobilistico, tra cui le officine di revisione delle autovetture, e per le società che effettuano servizi di ricerca e consulenza in campo automobilistico. Non a caso tali società, sono state ricomprese nel regolamento per l'accesso al sistema informativo centrale dell'Aci, tra i soggetti cui è consentito l'accesso a dati e statistiche. Tuttavia i dati contenuti nel Pra, per quanto pubblici, non sono suscettibili di utilizzo per scopi direttamente commerciali o pubblicitari.

Tv digitale - Il garante ha, infine, con il parere 24/2/2010 (reso noto anch'esso con la newsletter n. 337 del 7 aprile 2010), dato via libera alla richiesta del ministero dello sviluppo economico di consentire all'Agenzia delle entrate la trasmissione a Poste italiane, anche per il triennio 2010-2012, dell'elenco dei codici fiscali dei potenziali destinatari del contributo statale per l'acquisto di decoder digitali. Il garante ha, tuttavia, stabilito che l'Agenzia delle entrate possa trasmettere a Poste italiane i soli codici fiscali degli abbonati Rai residenti nelle aree di volta in volta interessate al passaggio al digitale. Il contributo, previsto in favore delle famiglie svantaggiate, permette una riduzione sul prezzo del decoder effettuata nei confronti dell'acquirente direttamente dal rivenditore, che sarà poi rimborsato da Poste italiane spa per conto del ministero sulla base di un'apposita convenzione. Destinatari del contributo saranno abbonati Rai, in regola con il pagamento del canone, residenti nelle aree interessate al passaggio al digitale, con reddito inferiore ai 10.000 euro e un'età superiore ai 65 anni.

vota