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Per la maternità non versa l'Inps

del 07/04/2010
di: di Carla De Lellis
Per la maternità non versa l'Inps
L'Inps non può sostituirsi al datore di lavoro nel pagamento delle indennità di malattia, maternità, permessi e congedi straordinari. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 9/2010.

L'interpello. La richiesta di chiarimento è stata avanzata dallo stesso istituto previdenziale. In particolare, l'Inps ha chiesto parere sulla possibilità di procedere alla corresponsione diretta delle predette indennità anche nei casi in cui, per legge, detta corresponsione dovrebbe avvenire a cura del datore di lavoro. Infatti, la normativa prevede espressamente che le indennità di malattia e maternità devono essere corrisposte ai lavoratori aventi diritto dai rispettivi datori di lavoro (legge n. 33/1980); così pure nei casi di permessi ex lege 104/1992 e congedo straordinario (dlgs n. 151/2001). Si tratta, in pratica, di un anticipo delle indennità a cura del datore di lavoro, il quale recupera le somme pagate con la procedura del conguaglio con i contributi dovuti all'Inps. I datori di lavoro che non provvedono a tali anticipazioni, nei termini e modi stabiliti dalla legge, sono soggetti a sanzioni (dl n. 663/1979). Sempre la normativa (dl n. 663/1979), inoltre, prevede l'esclusione dalla procedura di anticipo e di conguaglio a cura dei datori di lavoro di specifiche categorie di lavoratori, stabilendo il pagamento diretto delle indennità da parte dell'Inps. Si tratta, nello specifico, dei lavoratori agricoli (assunti a tempo determinato per lavori stagionali), degli addetti ai servizi domestici e familiari, dei lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro che non stiano usufruendo di trattamenti di cassa integrazione guadagni.

Il chiarimento. Dal predetto quadro normativo, il ministero del lavoro deriva una risposta negativa all'interpello dell'Inps. In particolare, il ministero fa presente che il legislatore ha già preso in considerazioni eventuali ipotesi derogatorie alla regola ordinaria del pagamento delle indennità a cura dei datori di lavoro prevedendo inoltre uno regime sanzionatorio ad hoc per l'eventuale violazione dell'ordinaria procedura. In conclusione, pertanto, per il ministero non è possibile individuare ulteriori eccezioni.

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