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Fisco, scambio dati è a 360º

del 07/04/2010
di: di Andrea Bongi
Fisco, scambio dati è a 360º
Aumento della collaborazione e cooperazione fra le agenzie e gli altri soggetti pubblici, incremento nella raccolta e nell'interscambio dei dati e fronte comune per la crescita della sostenibilità della pretesa tributaria. Sono queste le linee guida programmatiche sulle quali si fondano le convenzioni triennali 2010-2012 delle tre agenzie fiscali (Entrate, Territorio, Dogane) che saranno presentate ai sindacati l'otto aprile 2010. Tanto che il 10% del tempo complessivo di una verifica fiscale dovrà essere dedicato dagli uffici all'attività di raccolta ed acquisizione dati preliminare alla verifica stessa.

Sinergie da collaborazione

Sul ruolo fondamentale che possono giocare le sinergie ritraibili dall'instaurazione di rapporti di collaborazione e con gli altri soggetti pubblici si sofferma in particolare il piano triennale dell'Agenzia delle Entrate. Naturalmente le collaborazioni verranno attivate ed implementate soprattutto nei confronti dei soggetti che esercitano e svolgono funzioni in materia di corretto adempimento degli obblighi di natura fiscale e contributiva. Il piano triennale delle Entrate prevede esplicitamente il potenziamento dell'attività di collaborazione con l'istituto della previdenza sociale (Inps) finalizzato soprattutto allo scambio di dati ed informazioni utili al contrasto del fenomeno del sommerso e con i Comuni Italiani. Con questi ultimi i dati sensibili per le Entrate continueranno ovviamente ad essere quelli utili in chiave accertamenti sintetici, quali le segnalazioni in ordine ad elementi sintomatici di capacità contributiva, nonché il presidio territoriale in ordine ai trasferimenti della residenza all'estero da parte delle persone fisiche.

Anche la collaborazione e la cooperazione fra le tre agenzie fiscali e il corpo della Guardia di Finanza dovrà essere ulteriormente rafforzato nel prossimo triennio. Fronte comune di questa collaborazione sarà principalmente il contrasto dei fenomeni di delocalizzazione in paesi a fiscalità privilegiata.

Interscambio dei dati

La circolazione e raccolta dei dati e delle informazioni è uno degli elementi chiave per il successo dell'attività di contrasto all'evasione e alle frodi tributarie. E' per questo motivo che ognuna delle tre convenzioni triennali prevede miglioramenti nei processi di raccolta e trattamento delle informazioni e dei dati a disposizione degli uffici.

La disponibilità di informazioni di qualità potrà consentire quell'attività di selezioni mirate delle posizioni da sottoporre a verifica basate su un'attenta analisi del rischio di evasione o elusione su basi differenziate a seconda dei vari settore economici. Davvero significativo in quest'ottica il dato delle ore uomo da dedicare alle varie attività di verifica fiscale contenute nel piano triennale dell'Agenzia delle Entrate. In esso infatti si prevede che a fronte di circa 16.000 ore destinate alle attività di accertamento e altri controlli fiscali, ben 2.053 ore dovranno essere impiegate per attività «strumentali alla realizzazione dei controlli fiscali». Tradotto in termini percentuali ciò sta a significare che circa il dieci per cento del tempo complessivo di una verifica fiscale dovrà essere dedicato dagli uffici all'attività di raccolta ed acquisizione dati preliminare alla verifica stessa.

I dati del recente passato hanno ampiamente dimostrato che quando l'azione di controllo può contare su un'accurata fase di intelligence preventiva, i risultati dell'azione sono, nella maggior parte dei casi, di sicuro interesse per il fisco.

Miglioramento delle performances nel contenzioso

Un accertamento qualitativamente ben fatto rappresenta anche uno strumento ad elevata sostenibilità tributaria. Grazie ad esso le agenzie fiscali potranno «spingere» il contribuente verso gli strumenti deflattivi del contenzioso ed affrontare, con maggiori possibilità di successo, la giustizia tributaria nei casi in cui la definizione o l'adempimento spontaneo non sia possibile.

Su questo fronte particolarmente significative le linee programmatiche contenute nel piano triennale dell'Agenzia delle Entrate.

Per poter assicurare, in un numero sempre maggiore di casi, il successo nella difesa in giudizio degli interessi erariali il piano dell'agenzia prevede una serie di strumenti da hoc. Tutto ruota attorno a due elementi principali: un'attività di rafforzamento delle funzioni di indirizzo, coordinamento, controllo e formazione svolta dalle strutture di vertice delle Entrate e una più efficiente gestione delle strutture periferiche. Il primo dei due elementi sarà particolarmente significativo in tutte quelle situazioni nelle quali la controversia in essere si presenta rilevante sia sotto profilo economico che giuridico. La maggior efficienza gestionale degli uffici periferici in relazione al contenzioso tributario sarà invece fondamentale per evitare errori nelle fasi della costituzione in giudizio, durante le partecipazioni alle udienze pubbliche, nell'esame delle sentenze ed infine nell'attività di iscrizione a ruolo. Fondamentale per la crescita del livello qualitativo della gestione del contenzioso da parte degli uffici fiscali sarà comunque lo sviluppo del sistema informativo a disposizione degli uffici. Il piano triennale delle Entrate prevede al proposito uno sviluppo orientato all'incremento dell'utilizzo dei sistemi gestionali, di monitoraggio e di analisi con una progressiva «dematerializzazione» documentale finalizzata, oltre che al processo tributario telematico, anche all'integrazione con gli altri sistemi informativi dell'agenzia e con le altre banche dati.

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