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Ascensori, è scontro tra Mse e Confedilizia sui controlli

del 06/04/2010
di: La Redazione
Ascensori, è scontro tra Mse e Confedilizia sui controlli
Non si ferma la bagarre sugli ascensori. Il ministero dello sviluppo economico ha reso noto che sarà fatto ricorso al Consiglio di stato per la sentenza del Tar del Lazio che, accogliendo un'istanza della Confedilizia (si veda ItaliaOggi del 2 e del 3 aprile), ha annullato il decreto emanato nel luglio scorso con cui si disponeva la verifica straordinaria degli ascensori installati e in esercizio da prima del 1999. Il provvedimento, si legge in un comunicato del ministero, «non solo recepisce una specifica raccomandazione europea (95/216/Ce), ma è una misura di civiltà e di responsabilità a tutela della sicurezza delle persone, che si inserisce anche nel codice del consumo (dlgs 206/2005) in base al quale l'utente ha il diritto di presunzione che l'ascensore sia adeguato alla norma più recente». Per quanto riguarda le stime che indicano in 6 miliardi di euro l'onere che ne deriverebbe per i proprietari, al ministero dello sviluppo economico si rileva che esse sono basate su parametri non rispondenti alle effettive esigenze tecniche di messa in sicurezza del parco nazionale di ascensori in questione. «In ogni caso non è possibile stimare a priori il costo medio di messa in sicurezza degli impianti di più vecchia installazione. Non c'è infatti un censimento di quanti dei circa 700 mila ascensori installati prima del 1999 abbiano effettivamente bisogno di questa manutenzione straordinaria e di quanti, invece, siano stati già sottoposti a revisione da parte dei proprietari degli immobili». Sulla presunta illegittimità del decreto ministeriale al ministero dello sviluppo economico si precisa che il passaggio preventivo del decreto al consiglio di stato non andava effettuato perché l'atto è misura tecnico-operativa, fondata su una raccomandazione Ue. Il ricorso «non fa venir meno l'esecutività della sentenza del Tar. Per cui sono comunque sospesi gli effetti del provvedimento annullato», commenta il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani. «È un diritto del ministero presentare ricorso. Ma rimango fiducioso nel giudizio della magistratura amministrativa», dice il presidente. Il ministero, nella sua nota, sottolinea Sforza Fogliani, «non dice nulla di nuovo, sono tutti argomenti che il Tar ha già affrontato e risolto». Secondo il presidente, inoltre, «è inconferente» l'osservazione relativa alle spese legate all'attuazione del decreto, che sono state stimate in 6 miliardi «non dalla Confedilizia ma da una società del settore».
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