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Giustizia tributaria, il Consiglio inciampa sull'incompatibilità

del 03/04/2010
di: Valerio Stroppa e Gianni Macheda
Giustizia tributaria, il Consiglio inciampa sull'incompatibilità
Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria inciampa sull'incompatibilità tra giudice e consulente tributario: il Cpgt dovrà riesaminare con maggiore accuratezza la posizione di due suoi consiglieri, i quali si trovano in una situazione di potenziale incompatibilità. Lo ha stabilito il Tar Lazio con due sentenze, la n. 5320 e la n. 5321 del 2010, che hanno giudicato «frettolosa» l'archiviazione delle pratiche riguardanti la verifica delle posizioni dei suddetti neoeletti consiglieri, richiesta da due candidati esclusi dal verdetto delle urne del 2008. Per approfondire il contenuto delle sentenze, il presidente del Cpgt, Daniela Gobbi, ha convocato ieri un consiglio straordinario che dovrebbe riunirsi entro pochi giorni.

I fatti. Nel novembre 2008 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Cpgt. Due candidati non eletti hanno presentato un reclamo all'organo di autogoverno della magistratura tributaria affermando l'incompatibilità di tre consiglieri neoeletti. A metà 2009 il Consiglio ha archiviato i ricorsi, non reputando incompatibili i consiglieri in questione, dal momento che essi non versavano in alcuna situazione di ineleggibilità alla data delle elezioni. I due ricorrenti si sono rivolti al Tar Lazio.

La decisione del Tar. Entrando nel merito dei fatti, il Tar individua in un caso «indizi gravi, precisi e concordanti» i quali «avrebbero suggerito un più serio approfondimento, da parte del Cpgt, della posizione». In questo caso, il giudice tributario-consigliere aveva mantenuto il proprio nominativo nelle Pagine Gialle e nelle Pagine Utili con la qualifica di consulente fiscale e tributarista; inoltre, la residenza e l'ufficio del magistrato tributario coincidevano con lo studio professionale dei suoi figli (commercialista e avvocato). Elementi che, secondo il Tar, il giudice avrebbe dovuto rimuovere «con la specifica diligenza esigibile da un magistrato tributario», al fine di eliminare «ogni sospetto circa le sue terzietà e trasparenza». Non rilevante, invece, l'attività di curatore fallimentare, «di per sé non manifestatamente incompatibile con le funzioni giudiziarie». Nell'altro caso, il giudice tributario-consigliere aveva patrocinato, come procuratore o domiciliatario, alcune cause in Cassazione, difendendo contribuenti privati nei confronti del Fisco. Anche in questo caso, recita il Tar, «v'è un complesso di evidenze in capo al contro interessato tali da non giustificare l'archiviazione, da parte del Cpgt, di tali precipui aspetti». Il collegio ha così annullato i provvedimenti di archiviazione delle posizioni, sulle quali il Consiglio sarà chiamato nuovamente a pronunciarsi. Tuttavia, la sentenza ricorda «l'obbligo dell'Organo, in sede di riemanazione, di pronunciare con il rigore che gli si impone il combinato disposto degli artt. 8 e 12 del dlgs n. 545/1992».

La reazione del Cpgt. «La presidente Daniela Gobbi ha convocato una seduta straordinaria di Consiglio per valutare il contenuto di due sentenze (...), al fine di verificare l'eventuale stato di incompatibilità nei confronti di due consiglieri (Giovanni Garganese e Andrea Morsillo) destinatari dei ricorsi in sede amministrativa proposti dai primi due candidati non eletti, nelle scorse consultazioni per il rinnovo del Consiglio di Presidenza, svoltesi il 9 novembre 2008. Destituite di fondamento e irricevibili», si legge in una nota, «sono invece risultate le contestazioni mosse a carico del presidente Daniela Gobbi».

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