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Figlio malato? Il papà non può evitare l'intervento

del 01/04/2010
di: Debora alberici
Figlio malato? Il papà non può evitare l'intervento
Rischia una condanna per sottrazione di minore il genitore non affidatario che, per sottrarlo a un intervento chirurgico delicato, lo porta via all'ex. In questi casi, infatti, basta semplicemente negare il consenso al trattamento sanitario.

La Cassazione, con sentenza n. 12615 di ieri, ha annullato con rinvio l'assoluzione pronunciata in favore di un padre che aveva portato via il figlio all'ex per evitare un intervento chirurgico. Il padre aveva deciso di portarsi via il figlio, in un'altra città, per evitare che questo venisse sottoposto a un trattamento sanitario delicato. La ex moglie lo aveva denunciato e l'uomo era stato condannato. «La Corte di Appello di Bologna», hanno motivato la decisione i giudici del Palazzaccio, «ha ritenuto che il padre (...) aveva maturato la convinzione della pericolosità dell'intervento chirurgico (...), sia dalla scarsa informazione in ordine allo stesso, sia dall'allarme provocato in lui dalla richiesta del consenso alla effettuazione dell'intervento stesso e della necessaria anestesia generale». Non essendovi prova piena da un lato che tali convinzioni fossero del tutto ingiustificate nella psiche dell'uomo e, dall'altro, che fossero del tutto legittime alla luce dei fatti accertati, la Corte di merito lo ha assolto. Si tratta», continua la Cassazione, «di una motivazione palesemente “illogica e contraddittoria”, posto che la richiesta del consenso all'intervento avanzata nei confronti dell'imputato cozza inesorabilmente con la inevitabilità dell'evento anche solo a livello putativo. Sarebbe, infatti, bastato, al padre negare il suo consenso all'intervento chirurgico».

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