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Pensione reversibilità: no a norma anti-badante. Sentenza 15-07-2016

del 15/07/2016
di: Redazione
Pensione reversibilità: no a norma anti-badante. Sentenza 15-07-2016

La pensione di reversibilità è riconosciuta al 60% anche alla badante giovane che sposa l’anziano 70enne.

Oggi, 15 luglio 2016, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la cosiddetta norma anti-badante riconoscendo, di fatto, la piena pensione di reversibilità a una donna vedova di un uomo almeno 70enne.

Facciamo un passo indietro per capire la portata della sentenza. In Italia, al coniuge superstite è riconosciuta la pensione di reversibilità pari al 60% della pensione. Sfruttando questa norma, alcune badanti interessate al patrimonio dell’anziano assistito lo sposavano avendo così diritto a percepire la reversibilità al suo decesso. Si è così diffuso l’uso del matrimonio combinato tra giovani donne e anziani.

Per frenare questo malcostume, il giudice della Corte Costituzionale aveva sancito che, in presenza di tre requisiti – donna di 20anni più giovane, matrimonio di durata inferiore ai 10 anni, anziano di almeno 70 anni – la pensione di reversibilità sarebbe stata pari al 10% della pensione.

Oggi, però, la Corte si è espressa diversamente: la differenza di età tra i coniugi e la durata del matrimonio non sono criteri ragionevoli per definire inopportuna la reversibilità piena, e inoltre vanno contro il fondamento solidaristico della pensione di reversibilità.

Così, da oggi 15 luglio 2016 è abolita la norma anti-badante e anche tra i coniugi con oltre 20 anni di differenza e sposi novelli è riconosciuta la pensione di reversibilità pari al 60% della pensione in caso di decesso. Una sentenza che, siamo certi, farà discutere. 

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