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Studi di settore, tutte le novità e le revisioni

del 17/02/2016
di: Redazione
Studi di settore, tutte le novità e le revisioni

Uno strumento utile in passato che oggi dimostra di essere ancorato a logiche vecchie: si tratta degli studi di settore, una metodica che nel triennio 2011-2014 ha dato un risultato clamoroso. Sono calati del 7% i congrui mentre, contestualmente, sono aumentate le posizioni non congrue a causa di studi di settore non corretti.

Ma non basta: nell’ottica di un dialogo più proficuo tra cittadino e autorità fiscale, si è deciso di ridurre il numero di adempimenti e di tipologie, semplificando i modelli che i contribuenti dovranno allegare alla dichiarazione dei redditi.

 

L’Agenzia delle Entrate ha basato il proprio operato sulla realizzazione di un nuovo modello, quello di business, che consente di suddividere le imprese in gruppi omogenei, identificati non più sulla base della mera appartenenza a questo o quel settore produttivo ma, piuttosto, agli approcci al business. D’altronde, che un “tagliando” andasse fatto appare evidente dalle indagini condotte sul periodo 2011-2014: i congrui sono calati da 73,82% a 66,22%. I gruppi omogenei avranno una maggiore stabilità temporale che, unita a una maggiore qualità dei dati di input e dei risultati, porterà a una maggiore efficacia e alla tanto agognata semplificazione.

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