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Appalti, sempre più poteri all’Anac

del 29/01/2016
di: Redazione
Appalti, sempre più poteri all’Anac

Per continuare nella battaglia contro l’evasione e la corruzione, il Governo ha deciso di impiegare in maniera ancora più massiccia l’Anac in materia di appalti. In primo luogo, una legge delega approvata lo scorso 14 gennaio ha snellito le procedure, rendendo la normativa non più preventiva, ma controllata interamente dall’Autorità guidata da Raffaele Cantone. Si passerà dalle attuali 600 a meno di 200 norme.

 

L’Anac avrà il compito di qualificare le stazioni appaltanti che perderanno anche il ruolo di progettazione – con conseguente eliminazione degli incentivi del 2% riconosciuto ai tecnici delle stazioni appaltanti medesime – e che diventeranno organismi di programmazione e controllo. L’Autorità anti-corruzione avrà un ruolo importante anche nella decisione dei commissari: oggi essi vengono nominati prevalentemente su base politica, mentre nei prossimi mesi sarà l’Anac a elaborare una sorta di elenco dei nominativi dai quali le stazioni appaltanti sceglieranno, tramite sorteggio, i commissari di gara.

 

Per limitare i casi di corruzione, inoltre, nessuno dei partecipanti alla gara potrà conoscere il nome dei commissari che valuteranno le offerte delle aziende. Infine, l’Anac dovrà valutare le proposte di varianti in corso d’opera. Inoltre, si occuperà della stesura dei bandi e delle nuove linee guida in materia di appalti. La direzione del governo è chiara: l’Autorità di Cantone è sempre più l’unico responsabile di un settore, quello degli appalti, che vale circa 100 miliardi all’anno. 

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