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Solo verità nelle pubblicità

del 31/03/2010
di: di Federico Unnia
Solo verità nelle pubblicità
È ingannevole il messaggio pubblicitario che attesti in modo non vero la provenienza di un prodotto commerciale, in realtà fabbricato interamente all'interno di stabilimenti situati in Cina, da un'azienda certificata Iso 9001 come prodotto italiano. Infatti è indispensabile che il messaggio pubblicitario, che ha come scopo quello di evidenziare il valore aggiunto che dovrebbe rendere più appetibile il prodotto reclamizzato rispetto ai concorrenti (in questo caso l'essere realizzato da un'impresa italiana certificata), corrisponda alle reali caratteristiche del prodotto stesso, indipendentemente dalle competenze del pubblico al quale esso si rivolge. È questo il principio con il quale il Consiglio di stato (sez. 6°, pres. Giuseppe Barbagallo, est. Roberto Vigotti, sentenza del 29 gennaio 2010, depositi tata il 22 marzo 2010, n. 1629) ha accolto il ricorso presentato dall'Antitrust contro la società Mario Cirino Pomicino, per la riforma della sentenza con la quale il Tar del Lazio nel 2004 aveva annullato la deliberà dell'Agcm che aveva ritenuto ingannevole il messaggio pubblicitario contenuto nel catalogo 2002 per la promozione di prodotti realizzati dalla società Mario Cirino Pomicino. La sentenza del Tar impugnata considerava, diversamente dal giudizio di primo grado dell'Antitrust, che il catalogo, indirizzato a soggetti professionalmente operanti nel settore dell'edilizia, non poteva indurre in confusione i destinatari circa il rispetto della norme En 124 edizione del 1985 ovvero edizione del 1995. Secondo il Tar, l'attestazione della società di essere produttore certificato Iso 9001 dei prodotti, che in realtà sono realizzati in Cina, non configura una pubblicità ingannevole, posto che la società in questione cura effettivamente le attività di progettazione e controllo della produzione. Il Consiglio di stato, in accoglimento della domanda dell'Antitrust, ha ritenuto procedibile l'appello nei confronti di un messaggio del 2002, ormai superato, in quanto l'interesse dell'amministrazione a una pronuncia che accerti la legittimità del provvedimento impugnato ai fini del danno eventualmente prodotto, non viene meno pur non essendo più diffuso il messaggio. Nel merito il Consiglio di stato ha ritenuto corretta la valutazione dell'Antitrust in quanto l'affermazione, posta all'inizio della pubblicazione, sul possesso della certificazione europea Uni En 124 nella versione 1995, in realtà posseduta solamente per alcuni prodotti presenti nel catalogo mentre l'attività di produzione altri era svolta presso stabilimenti situati in Cina e appartenenti a diversa impresa, costituisce messaggio ingannevole. L'attività di promozione dei prodotti e la connessa pubblicità non può prescindere dalla veridicità delle affermazioni che si indirizzano al pubblico. Se è certamente usuale che prodotti realizzati in Cina siano poi commercializzati con il marchio della impresa che li progetta e li controlla in Italia, non può essere consentita l'affermazione, a fini promozionale, che gli articoli così realizzati sono prodotti dalla Mario Cirino Pomicino, poiché tale affermazione non corrisponde al vero. Un messaggio pubblicitario, che ha come scopo quello di rendere più appetibile il prodotto reclamizzato rispetto ai concorrenti, deve corrispondere alle reali caratteristiche del prodotto stesso, indipendentemente dalle competenze del pubblico al quale si rivolge. Ove ciò non sia, è ingannevole e deve esserne bloccata la diffusione. Cosa che ha quindi fatto il Consiglio di stato, condannando la società appellata al pagamento alla ricorrente delle spese di lite per euro 6.000,00.

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