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Cosa è il mobbing per la Cassazione

del 08/06/2015
di: la redazione
Cosa è il mobbing per la Cassazione
La Suprema Corte con la sentenza 10037/2015 stabilisce quali sono i criteri per l’individuazione della fattispecie del mobbing verticale, che devono essere provati da chi vuole ottenere il risarcimento del danno dal datore di lavoro. Devono dunque essere dimostrati i seguenti elementi: 1. che le vessazioni siano avvenute sul luogo di lavoro, 2. in un congruo periodo di tempo, 3. nelle modalità determinate di azioni ostili riconosciute, attacchi alla possibilità di comunicare, cambiamenti delle mansioni lavorative, attacchi alla reputazione, violenze o minacce, 4. che vi sia dislivello tra gli antagonisti (non siano pari), 5. l’andamento secondo fasi successive (almeno alcune tra: conflitto mirato, inizio del mobbing, sintomi del mobbing, errori e abusi, esclusione dal mondo del lavoro etc.), 6. l’intento persecutorio ovverosia un disegno vessatorio coerente. Perché il mobbing esista è necessario esistano tutte queste condizioni. Nel caso specifico i giudici hanno richiamato e basato la loro decisione sulla perizia di un esperto in mobbing, già effettuata in sede penale.
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