Consulenza o Preventivo Gratuito

Un ranking per l'attività di ricerca

del 30/03/2010
di: di Benedetta Pacelli
Un ranking per l'attività di ricerca
In arrivo, anche in Italia, il primo ranking per l'attività di ricerca. E a partire dalla lista dei buoni e dei cattivi saranno distribuiti quei fondi premiali ad hoc. A stabilire come mettere i voti a tutta quell'attività di ricerca realizzata tra il 2004 e il 2008, è un decreto ministeriale appena firmato dal ministero dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini che contiene, appunto, le linee guida del programma di Valutazione quinquennale della ricerca (Vqr). Che, ancora una volta, sarà effettuata dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr) in attesa della operatività concreta dell'Agenzia di valutazione (Anvur).

Chi sarà valutato. Diverse le novità previste per la nuova valutazione che, innanzitutto, non sarà più effettuata su base volontaria ma sarà obbligatoria e coinvolgerà oltre 130 mila prodotti (nell'ultima rilevazione erano 17.329) realizzati da professori e ricercatori delle università statali e non e degli enti di ricerca vigilati dal Miur. In ogni caso a essere valutati saranno non solo i singoli soggetti ma anche le intere strutture e i dipartimenti in modo da poter stabilire un collegamento diretto con i finanziamenti. E non solo, perché a passare al setaccio non saranno, come avveniva nel passato, solo i tradizionali prodotti editoriali o gli abstract di conferenze, ma elaborati scientifici di natura più complessa: dai libri ai brevetti, dagli articoli su rivista alle opere d'arte.

Come avverrà la valutazione. Il nuovo sistema prevede che le pubblicazioni scientifiche selezionate preventivamente siano valutate seguendo due metodologie: il meccanismo del peer review (valutazione tra pari), cioè la valutazione dei lavori degni di pubblicazione effettuata da specialisti del settore, e quello dell'analisi bibliometrica ovvero quanto il lavoro è stato citato e valorizzato dalla ricerca mondiale. Il tutto prendendo spunto dai nuovi parametri internazionali che sono costituiti, proprio dall'analisi bibliometrica e si basano sul prestigio della rivista che pubblica la ricerca e l'impatto della singola pubblicazione nel mondo della ricerca. Parte integrante del giudizio di qualità la daranno poi «la rilevanza, l'originalità, l'innovazione e l'internazionalizzazione e il potenziale competitivo internazionale», della produzione scientifica.

La graduatoria. La valutazione è organizzata per aree, ognuna delle quali costituita da un comitato a cui è affidata la responsabilità di mettere i voti a ciascuna delle pubblicazioni scientifiche selezionate per giungere a una graduatoria. Alle strutture migliori andrà una quota aggiuntiva del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), mentre quelle che finiscono in fondo verranno penalizzate perdendo finanziamenti. Le università quindi potranno, per esempio, ricevere alcune decine di milioni di euro in più o in meno sul loro fondo avendo la possibilità di fare nuovi investimenti per la ricerca e la didattica. Un meccanismo sul quale c'è grande attenzione da parte degli atenei, considerando che proprio secondo la legge 1/09, le risorse per il finanziamento competitivo saranno distribuite per il 34% in base alla qualità della didattica e per il restante 66%, appunto, sui risultati della qualità della ricerca scientifica.

vota