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Commercialisti non più revisori

del 31/12/2013
di: di Benedetta Pacelli
Commercialisti non più revisori
Nuovo dietro front sull'accesso automatico per i dottori commercialisti al registro dei revisori legali. Dopo un estenuante dibattito parlamentare e a un passo dall'approvazione definitiva, la norma sull'equipollenza inserita in extremis nel dl 126/13 (il cosiddetto salva-Roma che il governo ha rinunciato a convertire in legge) e che avrebbe dovuto trovare spazio nel decreto Milleproroghe n. 150/2013, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 304, ne rimane fuori. Tutto da rifare quindi per il dibattuto emendamento, su cui c'era stata una piena convergenza del governo e delle forze politiche in Parlamento, che avrebbe dovuto ripristinare l'equipollenza tra il percorso formativo per l'accesso alla professione di commercialista e quello per lo svolgimento della funzione di revisore legale. La ragione dell'esclusione sarebbe da individuare nella necessità di disciplinare solo norme coerenti con l'oggetto o la finalità del provvedimento che, come dice il nome stesso, contiene solo proroghe di norme vigenti ma non interviene nell'approvazione di nuove. Per ora, comunque, il decreto di fine anno salva almeno la norma transitoria inserita nel dl 126/13 su spinta del viceministro all'economia Stefano Fassina. Questa (articolo 9 comma 14) autorizza l'iscrizione al registro a chi ha superato l'esame di stato da dottore commercialista e possiede i requisiti di onorabilità previsti, solo però nelle more dell'entrata in vigore del regolamento sull'esame di stato per l'accesso al registro previsto dal dlgs 39/2010. Ed è proprio questo regolamento l'oggetto del contendere. L'emendamento sull'equipollenza, infatti, avrebbe consentito di superare un passaggio contenuto appunto nel regolamento attuativo del dlgs 39/10 che non solo ha cancellato anche la cosiddetta equipollenza, cioè l'iscrizione automatica dei commercialisti al Registro, ma ha pure previsto per loro uno specifico esame al momento dell'iscrizione, prova che si sarebbe aggiunta a quello già superata per l'esercizio della professione di commercialista. E proprio questo passaggio era stato oggetto di una manifestazione a Roma lo scorso 19 novembre organizzata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, durante la quale la categoria aveva comunque incassato il sì alla modifica da parte dei due rappresentanti del governo, Giuseppe Berretta, sottosegretario alla giustizia, e il viceministro all'economia Stefano Fassina. Ora comunque si pensa di intervenire al senato quando il decreto mille proroghe inizierà l'iter di conversione in legge o in alternativa di intervenire direttamente sul regolamento approvato dal Consiglio di stato, ora fermo tra i due ministeri in attesa degli sviluppi in parlamento.
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