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Pubblicità, senza via libera è multa

del 25/03/2010
di: di Stefano Manzelli
Pubblicità, senza via libera è multa
Costa cara la pubblicità abusiva sul giornalino comunale. L'ambulatorio odontoiatrico che effettua una inserzione pubblicitaria sulla guida informativa del proprio comune senza la preventiva autorizzazione amministrativa rischia una pesante sanzione pecuniaria e anche una severa misura disciplinare. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, sez. II civ., con la sentenza n. 5727 del 9 marzo 2010. I Nas di Treviso hanno accertato che un laboratorio dentistico di Oderzo ha effettuato pubblicità sulla guida informativa comunale senza aver ottenuto la preventiva autorizzazione amministrativa. Per questo i carabinieri hanno contestato al legale rappresentante dello studio medico la violazione prevista e punita dalla legge 175/1992 e dal rd 1265/1934. Contro la conseguente ordinanza ingiunzione di 5.164 euro determinata dal mancato pagamento immediato della multa in misura ridotta, l'interessato ha proposto ricorso al giudice di pace che ha confermato il verbale. E anche la Corte di cassazione si è allineata a questa determinazione punitiva. La legge 175/1992 innanzitutto non ha operato una abrogazione implicita dell'art. 201 del rd 1265/1934. Specifica infatti il collegio che le due norme intervengono su ambiti distinti di tutela preventiva. La legge 175/1992 recante norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie «non prevede una contravvenzione amministrativa ma una fattispecie di illecito disciplinare; pertanto va escluso che detta legge abbia comportato la tacita abrogazione del rd 27 luglio 1934, n. 1265, art. 201, che assoggetta a sanzione amministrativa pecuniaria la violazione delle norme in materia sanitaria». E non si può neppure considerare il bollettino comunale come un periodico esentato dal vincolo previsto per la pubblicità sanitaria sulla stampa informativa. Oltre all'evidente natura pubblicitaria dell'informazione diramata, prosegue il collegio, è infatti innegabile la natura di mezzo stampa del giornalino locale. La mancanza di preventiva autorizzazione, conclude la sentenza, può comportare a carico dei responsabili della struttura sanitaria le sanzioni disciplinari della censura o della sospensione dall'esercizio della professione medica previste dalla legge 175/92. Ma anche, come nel caso in esame, le pesanti sanzioni amministrative mantenute in vigore e disciplinate tuttora dall'art. 201 del rd 1265/34
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