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Origine obbligatoria sulle carni in vendita

del 06/12/2013
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
Origine obbligatoria sulle carni in vendita
Dal 2015 in Europa tutte le carni non trasformate (fresche, refrigerate e congelate) avranno indicazione di provenienza, con i consumatori che saranno in grado di scegliere grazie alle menzioni «origine» (per animali cresciuti e macellati nello stesso paese), «allevato in» e «macellato in», chiaramente definite a livello Ue. È una delle disposizioni previste dal regolamento 1169/2011 sull'etichettatura degli alimenti, ieri divenuta realtà grazie all'approvazione da parte della maggioranza qualificata delle delegazioni degli stati membri in seno al comitato Ue per la catena alimentare. Secondo un emendamento introdotto dal Parlamento europeo nel regolamento 1169/2011, entro il 13 dicembre 2013 la Commissione Ue avrebbe dovuto adottare atti di esecuzione per avere un'etichettatura di origine chiara per le carni suine, ovine avicole. Proprio quello che è accaduto ieri, con 277 voti a favore, 38 astensioni (Belgio, Repubblica ceca e Romania) e 37 voti contro (Svezia e Polonia). Per quanto riguarda la menzione «allevato in», è stata stabilita una serie dettagliata di regole per ogni tipo di carne in modo da garantire che il luogo dell'allevamento sia quello in cui l'animale ha trascorso una parte sostanziale della sua vita. «I temi della trasparenza e della sicurezza alimentare trovano ancora una volta risposte concrete da parte dell'Europa», commenta soddisfatto il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue Paolo De Castro, «è un'opportunità da sfruttare per ampliare la gamma dei prodotti etichettati». Oggi la Commissione europea pubblicherà un atteso rapporto sull'agricoltura locale e l'ipotesi di etichettatura per i prodotti da vendita diretta.

Intanto, Coldiretti ha lanciato un piano in quattro punti per tutelare i prodotti di origine italiana, a coronamento della «battaglia di Natale» per il made in Italy alimentare. Le proteste erano cominciate l'altroieri con i blocchi al Brennero in cerca di prodotti contraffatti sui Tir che passavano il valico e sono proseguite ieri con gli allevatori in piazza a Roma, con tanto di maiali a Montecitorio. Iniziative che hanno raccolto consenso bipartisan. Voci fuori dal coro le critiche sul Brennero da parte di Federalimentare e Confindustria, con tanto di scontro a mezzo comunicato stampa tra l'organizzazione degli imprenditori e il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, presente alla manifestazione. Nel suo piano per la difesa del made in Italy, Coldiretti chiede il completamento dell'iter dei decreti attuativi della legge nazionale sull'obbligo di riportare in etichetta l'origine dei prodotti; risorse pubbliche da destinare esclusivamente alle imprese italiane che utilizzano materie prime italiane; pubblicità di tutti i dati dei prodotti importati, per sapere dove sono diretti; attuare l'articolo 62 sulla trasparenza degli scambi commerciali.

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