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Condono per l'immobile pubblico in vendita

del 30/11/2013
di: Valerio Stroppa
Condono per l'immobile pubblico in vendita
Possibilità di condono edilizio per gli immobili pubblici da dismettere con trattativa diretta. La domanda di sanatoria potrà essere presentata dall'acquirente entro un anno dal trasferimento dell'immobile, senza temere che i vizi inficino la validità della compravendita. Saranno così regolarizzabili gli abusi edilizi sostanziali, cioè le opere e i cambi di destinazione (anche se realizzati senza lavori specifici) attuati senza concessione oppure discostandosi da quest'ultima. Al rialzo anche le accise sugli alcolici, per recuperare gli 8 milioni di euro di copertura già «prenotati» dal decreto Valore cultura (dl n. 91/2013). È quanto prevede la bozza di decreto Imu.

Immobili. Nuovo slancio alle dismissioni immobiliari. Il provvedimento stabilisce che le modalità di condono edilizio recate dall'articolo 40, comma 6 della legge n. 47/1985 (poi replicate in occasione delle successive sanatorie) «si applicano anche alle alienazioni di immobili di cui all'articolo 11-quinquies del dl n. 203/2005». Quest'ultima norma ha autorizzato l'Agenzia del demanio, previo assenso del Mef, a vendere con trattativa privata immobili pubblici a valori di mercato. La nuova previsione consentirà a chi acquista di presentare l'istanza di sanatoria entro un anno dall'atto di trasferimento del bene. Ma anche sotto il profilo oggettivo ci sono novità. Il dl n. 203/2005 ammetteva infatti la vendita di «beni immobili ad uso non abitativo appartenenti al patrimonio pubblico» (uffici ecc.). Ora dopo il «non» viene inserito l'avverbio «prevalentemente»: ciò significa che potranno essere ceduti anche immobili parzialmente utilizzati come abitazioni. Inoltre, la nuova tornata di dismissioni potrà ricomprendere anche immobili degli enti territoriali. In tale ottica le autonomie locali dovranno individuare con apposita delibera i fabbricati da liquidare. Il ministero dell'economia inserirà poi i cespiti nel decreto che autorizza il Demanio ad avviare la trattativa di cessione.

Accise. Si alza nuovamente l'asticella delle accise sugli alcolici, con possibile effetto trascinamento dei prezzi. Dopo la stangata dell'ottobre scorso, arrivata per effetto del decreto scuola, stavolta il ritocco dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 8 milioni di euro complessivi per tutto il 2014. A chiarirlo è una disposizione del dl Imu, che precisa come gli ulteriori incrementi delle aliquote di accisa previsti dal dl n. 91/2013 «si riferiscono alle aliquote di accisa (…) come rideterminate dall'articolo 25 del dl n. 104/2013». Quest'ultimo, a decorrere dal 10 ottobre 2013, ha elevato le aliquote da 2,35 a 2,66 euro per ettolitro per la birra, da 68,51 a 77,53 euro per ettolitro per i prodotti alcolici intermedi, e da 800,01 a 905,51 euro per ettolitro per l'alcole etilico. A stabilire i nuovi aumenti sarà un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, da emanare entro il prossimo 31 dicembre e subito efficace. Si ricorda che il dl n. 104/2013 ha previsto un intervento a scalini: ulteriori aumenti, già quantificati, scatteranno infatti dal 1° gennaio 2014 e dal 1° gennaio 2015. Una dinamica che nelle scorse settimane è stata fortemente criticata dalle associazioni di categoria (a cominciare da Assobirra), secondo cui il rincaro fiscale finirà per avere effetti controproducenti sulla domanda del mercato e quindi sul gettito.

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