Consulenza o Preventivo Gratuito

Commercialisti, ormai è rottura

del 24/03/2010
di: di Ignazio Marino
Commercialisti, ormai è rottura
Questo matrimonio fra gli enti di previdenza dei commercialisti non s'ha da fare. Dice Walter Anedda, presidente della Cassa dei dottori, a ItaliaOggi: «L'incontro del 7 aprile al Consiglio nazionale è stato proposto dalla Cnpadc proprio per dimostrare l'inconsistenza delle affermazioni della Cassa ragionieri in ordine alla loro sostenibilità. Ritengo che l'occasione sarà utile per chiarire una volta per tutte che non esistono i presupposti per una aggregazione tra i due enti». Lette così le affermazioni dei dottori (circa 50 mila iscritti e un patrimonio di oltre due miliardi di euro) non sembrano lasciare molti margini alla trattativa. Anche se in casa dei ragionieri (circa 30 mila iscritti e un patrimonio di oltre un miliardo di euro), il numero uno della Cnpr Paolo Saltarelli preferisce ancora sperare in un confronto sui numeri che non sulle idee. «Porteremo le nostre proiezioni attuariali a fondo chiuso per dimostrare che i conti della Cassa sono in ordine e che non temiamo confronti con la cassa dottori. Se anche questa occasione andrà persa vorrà dire che c'è un pregiudizio ideologico nei confronti dei ragionieri. Ne prenderemo atto», continua Saltarelli, «e andremo avanti studiando altre possibilità di aggregazione con professioni prive di copertura previdenziale».

Insomma, le centinaia di convegni che si sono fatti dal 2005 ad oggi sulla «questione previdenziale dei commercialisti» se hanno avuto un risultato questo è stato quello di creare una distanza incolmabile fra le casse dottori e ragionieri. E l'incontro al Consiglio nazionale non potrà a questo punto che sancire la fine di ogni negoziato. In vista dell'incontro di inizio mese, dunque, si riaffaccia il fantasma dell'unificazione non voluta di una parte dei dottori. Che ora, attraverso la vicenda previdenziale, sta presentando il conto. In questo senso, più di qualche preoccupazione ce l'ha anche Giorgio Sganga, segretario del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e delegato per le questioni previdenziali.

«Come Consiglio nazionale», osserva, «vogliamo capire cosa sta succedendo. Siamo preoccupati per il clima di queste ultime settimane. Perchè se i problemi fra i due enti dei commercialisti riguardano i soldi, credo che non sia difficile trovare un accordo. Ma se c'è in mezzo una guerra di religione fra due fazioni allora l'intesa sarà difficile. Ascolteremo con attenzione le ragioni dei due presidenti. Non portare a compimento questo processo di unificazione», conclude Sganga, «sarebbe un peccato. A breve l'albo unico compirà i tre anni. Non possiamo tornare indietro».

vota