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L'evasore può essere beccato anche dalla stradale

del 20/11/2013
di: Debora Alberici
L'evasore può essere beccato anche dalla stradale
È legittimo il sequestro delle fatture false fatto nell'ambito di un controllo della polizia per strada, anche in assenza del difensore. Il giudice può quindi utilizzare le prove acquisite al fine della condanna per evasione fiscale. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 46233 del 19 novembre 2013, ha reso definitiva la condanna per evasione fiscale mediante l'uso di fatture false, emessa dalla Corte d'appello di Firenze a carico del titolare di una cartiera, che si era difeso lamentando l'illegittimità dell'acquisizione delle prove data l'irritualità della perquisizione, avvenuta nell'automobile del contribuente, durante un normale controllo di polizia. Proprio su questo punto la terza sezione penale ha sancito un nuovo principio di diritto, mettendo nero su bianco che «il termine operazioni di polizia utilizzato dal legislatore nell'art. 4 legge 110/75 deve essere considerato in senso ampio, comprendente ogni attività peculiare della polizia giudiziaria effettuata nell'ambito specifiche attribuzioni della stessa e non richiede una preventiva organizzazione né l'espletamento di attività coordinate e complesse per il raggiungimento di un determinato scopo preventivamente individuato, ben potendo coincidere con l'ordinaria attività di istituto». Per quanto riguarda l'assenza dell'avvocato dell'imprenditore, i Supremi giudici hanno ricordato come l'avviso all'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore non è dovuto se viene effettuata una perquisizione ai sensi dei normali controlli di polizia. In altri termini, l'espletamento della perquisizione ai sensi dell'articolo 4 legge 152175 non richiede alcun avviso, diverse essendo le finalità che la giustificano. La Cassazione dopo aver superato l'empasse delle prove acquisite con la perquisizione stradale ha quindi confermato le accuse anche nel merito. L'uomo faceva fatture per operazioni mai pagate né poste in essere e l'indirizzo della società coincideva con casa sua. Si è quindi configurato un dolo specifico che è proprio l'elemento psicologico, che può condurre alla condanna per evasione fiscale.

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