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Al bar la toilette non è per chiunque

del 24/03/2010
di: Marilisa Bombi
Al bar la toilette non è per chiunque
È illegittimo pretendere che il titolare del bar metta a disposizione di tutti, e non soltanto dei propri clienti, i servizi igienici di cui il locale è dotato e, inoltre, non è possibile richiedere ai medesimi titolari di fronteggiare situazioni di criticità prevedendo, in caso di inosservanza, delle specifiche sanzioni. Il Tar Toscana, con due distinte sentenze, depositate rispettivamente il 17 e il 19 marzo ha accolto i ricorsi presentati da un gruppo di esercenti di Firenze unitamente a Confcommercio Motivo del contendere due regolamenti adottati dal Comune di Firenze; il primo relativo al piano degli esercizi di somministrazione che ha previsto, quale requisito strutturale degli esercizi di somministrazione, la presenza di almeno un servizio igienico di cortesia aperto «a chiunque ne faccia richiesta». Secondo il collegio, come risulta dalla sentenza 691, tale obbligo è un limite apposto alla proprietà al fine di assicurarne la funzione sociale; ma tale limite può essere imposto soltanto dalla legge, in base all'art. 41 Cost. Con sentenza n. 702, invece, il Tar ha accolto il ricorso avverso la modifica del regolamento di polizia municipale, in quanto le disposizioni nello stesso introdotte violano il principio di tassatività e di determinatezza delle fattispecie illecite. I comportamenti imposti nel regolamento, infatti, di intervenire per fronteggiare le situazioni di criticità delle quali, in via esemplificativa, se ne indicavano alcune, erano eccessivamente generiche. Infatti, è principio consolidato nell'ordinamento consentire agli interessati di conoscere preventivamente quali siano i comportamenti sanzionati e quali no, senza lasciare spazio, in proposito, all'arbitrio dell'amministrazione, anche a mezzo dell'analogia, e ciò in garanzia dell'art. 24 Cost.

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