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Finestra stretta per le anzianità

del 23/03/2010
di: di Gigi Leonardi
Finestra stretta per le anzianità
Finestra stretta quella che si apre per le pensioni di anzianità il prossimo 1° aprile. Per ottenere l'assegno dell'Inps, oltre a lasciare il posto di lavoro entro fine marzo, occorre poter contare su un minimo di 40 anni di contribuzione alla data del 31 dicembre del 2009 (al 30 settembre, se si è lavoratore autonomo). Nulla da fare invece per chi alla fine dell'anno scorso ha raggiunto i requisiti combinando anzianità di servizio ed età anagrafica (quota «95», e cioè 35 più 60 anni ovvero 36 più 59), i quali devono aspettare sino a luglio. Si tratta dell'effetto concreto delle nuove uscite programmate, che coinvolgono ormai anche i pensionati di vecchiaia.

Finestre dimezzate. Chi raggiunge la pensione di anzianità con le nuove regole introdotte dalla riforma del governo Prodi (legge n. 247/2007), che si basano su un primo scalino (58 anni di età, 59 gli autonomi, e 35 di contributi sino al 30 giugno 2009) seguito dalle famose «quote» (somma di anzianità contributiva ed età anagrafica, dal luglio 2009 in poi), ha a disposizione due sole uscite. I dipendenti, a seconda che i requisiti contributivi e anagrafici vengano raggiunti nel primo o secondo semestre, possono lasciare il lavoro rispettivamente dal primo gennaio o dal primo luglio dell'anno successivo.

Con 40 anni. Accesso al pensionamento un po' più facile, invece, per coloro che accumulano 40 anni di contributi, per i quali restano valide le vecchie quattro finestre, quelle utilizzate sino al 2007 (indicate dalla riforma Maroni, legge n. 243/2004). Per i dipendenti le uscite di luglio e ottobre si aprono per chi matura, rispettivamente, i requisiti per l'anzianità entro il primo o secondo trimestre dell'anno e sono legate a un' età minima di 57 anni, condizione che non viene richiesta invece per le vie d'uscita di gennaio e aprile, alle quali può accedere chi raggiunge i 40 anni nel corso del terzo e quarto trimestre dell'anno precedente. Anche per i lavoratori autonomi le finestre sono quattro, ma la decorrenza del primo assegno è più distanziata rispetto al momento in cui si raggiungono i 40 anni. La pensione scatta da ottobre, da gennaio, da aprile, e da luglio dell'anno successivo, a secondo che il requisito venga maturato nel primo, secondo, terzo o quarto trimestre dell'anno.

Vecchiaia alla finestra. Anche i pensionati di vecchiaia, che prima ricevevano l'assegno dal mese successivo al compimento dell' età, devono ora mettersi in panchina. I dipendenti possono intascare l'assegno all'inizio del trimestre successivo a quello in cui maturano i requisiti anagrafici e di contribuzione. Mentre per gli autonomi, l'attesa per la prima riscossione è più lunga; a loro si applicano le finestre previste per il pensionamento di anzianità con 40 anni (inizio semestre successivo).

Uscita di aprile. Ma vediamo, per concludere, chi sono quindi gli interessati alla finestra del primo aprile 2010:

- lavoratori dipendenti con 40 anni di contributi al 31 dicembre del 2009 (a prescindere dall'età);

- lavoratori dipendenti con 65 anni di età (60 le donne) compiuti entro il 31 dicembre 2009 (con i requisiti contributivi della vecchiaia);

- lavoratori autonomi con 40 anni di contributi al 30 settembre 2009 (a prescindere dall'età);

- lavoratori autonomi con 65 anni di età (60 le donne) compiuti entro il 30 settembre 2009 (con i requisiti contributivi della vecchiaia).

Chiusura del rapporto. Per ottenere la pensione di anzianità occorre cessare il rapporto di lavoro subordinato. In proposito l'Inps (circolare n. 89/2009) ha precisato che la ripresa dell'attività lavorativa non può in alcun caso coincidere con la data di decorrenza del trattamento.

La ratio della norma, infatti, è nel senso di evitare che la percezione della pensione di anzianità avvenga contemporaneamente alla prestazione dell'attività subordinata. Pertanto, non può essere concessa la pensione per la quale vi è coincidenza temporale tra la data di rioccupazione (riscontrabile dalle comunicazioni da effettuarsi ai sensi della normativa vigente) e la decorrenza della stessa. Il ministero del lavoro (interpello prot. 25/1/0003906 del 20/03/2009), ha confermato che in caso di rissunzione presso lo stesso o diverso datore di lavoro, «risulta comunque necessaria una soluzione di continuità fra i successivi rapporti di lavoro al momento della richiesta della pensione di anzianità e alla decorrenza della pensione stessa». Stesso discorso per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, nel caso in cui la rioccupazione avvenga presso il medesimo datore di lavoro, in quanto il diritto al trattamento in questione «deve intendersi verificato in coincidenza con il venir meno della preclusione costituita dallo svolgimento dell'attività lavorativa dipendente».

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